Flaminio, da Tor di Quinto alle navette: come si studia la mobilità
La Soprintendenza chiede di rendere più visibile lo stadio originario; resta aperto anche il confronto economico con il Comune.

Parcheggi, trasporto pubblico e dibattito sul progetto
Resta da lavorare anche sulla mobilità. Il progetto originario della Lazio prevede pochi posti auto vicino al Flaminio e un numero più consistente di posti per le moto. Per gestire gli spostamenti in occasione di partite ed eventi è stata avanzata l’idea di istituire una sorta di Ztl.
La proposta comprende inoltre un’ampia area di parcheggio a Tor di Quinto, a nord dello stadio e oltre il Tevere. La distanza dall’impianto richiederebbe navette dirette tra parcheggio e Flaminio, sia all’andata sia al ritorno.
Il quadro potrebbe cambiare con l’apertura, prevista per il 2036, della fermata Auditorium della linea C della metropolitana. Al collegamento si aggiungerebbero la fermata Flaminio della linea A, la Roma-Viterbo con le fermate Flaminio ed Euclide — quest’ultima non lontana dallo stadio — e il tram 2. Nel complesso, questi servizi potrebbero offrire una capacità di trasporto di massa sufficiente a rendere più sostenibili gli ingressi e le uscite dei tifosi.
Rimane infine una questione procedurale: non è ancora chiaro se il Campidoglio sceglierà il dibattito pubblico, come avvenuto per il progetto dello stadio della Roma a Pietralata. In quel caso, dopo il riconoscimento del pubblico interesse, furono convocate dieci sedute aperte a tutti. Le conclusioni del dibattito vennero poi inserite tra gli elementi di pubblico interesse da rispettare.





