Con il passare delle partite si sta dimostrando sempre più determinante ed affidabile. Mattéo Guendouzi è l'anima di questa Lazio, colui che sta trascinando una squadra appannata e completamente diversa da quella dello scorso anno. Il suo ruolo gerarchico all'interno dello spogliatoio non è di certo semplice. È stato preso, per doti tecniche e fisiche, per sostituire nient'altro che Sergej Milinkovic Savic, uno che aveva un certo peso alla Lazio. Inizialmente però, sembrava Kamada il colpo post Savic, ma il passare della stagione sta dimostrando nettamente il contrario.

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Il francese infatti, si è preso spazio fin da subito, ispirando fiducia a tecnico e tifosi. Il motivo è semplice, Guendouzi ha un passato internazionale importante che lo rende un giocatore di spicco, a soli 24 anni. Una giovane età, che può essere solo di buon auspicio visti gli ampi margini di miglioramento. Lo ha detto lui stesso, deve lavorare di più negli ultimi metri che lo separano dalla porta, rendendosi più concreto e quindi segnando di più. Venerdì contro l'Empoli è riuscito in questo, segnando la grande rete del momentaneo 0-1 biancoceleste.
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Del resto, cosa c'era dentro questo giocatore lo si percepiva già dalla gara vinta contro il Napoli, la sua prima in maglia biancazzurra. Da lì è stato solo un crescendo, da prestazioni 'di assestamento' (legittime per chi viene chiamato in causa così in fretta) a prove di grande sostanza ed utilità. È lo spirito di un giocatore che ha alle spalle incontri giocati con la maglia dell'Arsenal, dell'Herta Berlino, del Marsiglia e della Nazionale francese. Niente da dire dunque, Guendouzi si sta rivelando il vero colpo della Lazio per spirito e mentalità, caratteristiche semplici ma che certi giocatori quest'anno sembrano aver perso.

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