Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, racconta il lavoro di Gattuso e sorprende con una battuta: «Lui bleffa un po'». Il dirigente biancoceleste, intervenuto a Lazio Style, guarda oltre l'immagine del tecnico grintoso e mette in evidenza sia il gioco della squadra sia la crescita dei giovani.

Secondo quanto riportato da Lazio Style, Fabiani ha ricostruito anche il retroscena dell'arrivo dell'allenatore: dopo la separazione con Maurizio, la società ha puntato subito su Rino. «È bastata veramente una stretta di mano», ha spiegato, ricordando l'intesa immediata con il presidente e la predisposizione del tecnico ad accettare le sfide.

Nel corso dell'intervista, Cesarini ha evidenziato anche un dato significativo: dieci giocatori diversi della Lazio sono andati a segno in questa stagione, considerando anche le reti di Dele-Bashiru e Provstgaard. Soltanto l'Inter, in Serie A, ha fatto altrettanto. Un segnale della partecipazione collettiva al gioco, anche se Fabiani preferisce sottolineare il rendimento dell'intera squadra e accendere i riflettori su un protagonista in particolare.

Lazio, Fabiani esalta Floriani e Belahyane: «Farà parlare di sé»

«Vederlo giocare a Torino come un veterano». Sono queste le parole scelte da Fabiani per descrivere la crescita di Floriani. La sua spigliatezza, secondo il direttore sportivo, merita particolare attenzione. Parlare di Dele-Bashiru, Belahyane o Taylor sarebbe fin troppo facile. Floriani, invece, sta regalando soddisfazioni alla società e soprattutto a se stesso. Un segnale importante per il presente e per il futuro del ragazzo.

Spazio poi a Belahyane, arrivato a gennaio quando sulla panchina biancoceleste sedeva Baroni. Un acquisto inizialmente accompagnato dalle aspettative per altri possibili rinforzi e dalle critiche sui nomi. Dopo una prima fase con poco spazio a disposizione, il centrocampista si sta distinguendo per qualità tattiche e capacità difensive, nonostante una struttura fisica non particolarmente imponente.

Fabiani ha spiegato che il giocatore era stato seguito e osservato a lungo prima del suo arrivo alla Lazio. Un elemento che la società conosceva bene e del quale apprezzava soprattutto la continuità di rendimento.

«Non sarà mai un 7, un 8, ma non sarà mai neanche un 5», ha sottolineato il dirigente, descrivendo un calciatore capace di garantire sempre una prestazione affidabile nell'arco dei novanta minuti e oltre.

Dietro un'apparenza esile, Belahyane nasconde importanti capacità d'interdizione e d'azione. Ma la qualità che colpisce maggiormente Fabiani è un'altra: la visione di gioco.

«Lui sa sempre cosa fare con il pallone», ha evidenziato il direttore sportivo, sottolineando la capacità del centrocampista di individuare la soluzione giusta. Un talento che considera innato.

Il classe 2004 ha ancora ampi margini di miglioramento e, con Gattuso, sta trovando un equilibrio per certi versi inatteso. Fabiani non ha dubbi sul suo futuro: «Farà parlare di sé sicuramente».

Gattuso alla Lazio, Fabiani racconta la scelta: «Lui bleffa un po'»

L'idea di portare Gattuso alla Lazio era nell'aria da tempo. Fabiani ha raccontato che, all'indomani della separazione con Maurizio, al quale ha rivolto anche un saluto, la società ha deciso di puntare immediatamente su Rino.

Non sono servite lunghe trattative per trovare un'intesa. «È bastata veramente una stretta di mano», ha ribadito Fabiani, ricordando l'accordo immediato tra il tecnico, il presidente e la dirigenza biancoceleste. Una scelta favorita anche dal carattere dell'allenatore, da sempre attratto dalle sfide.

Ma il passaggio più interessante riguarda l'immagine di Gattuso. Spesso associato all'etichetta di Ringhio, al temperamento combattivo e alle capacità motivazionali, il tecnico sta mostrando anche importanti qualità sotto il profilo tecnico e tattico.

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