Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Quando Gattuso tende a ridimensionare questi aspetti, secondo Fabiani, «bleffa un po'». Il direttore sportivo, che sostiene di conoscerlo bene, vede infatti un allenatore con idee precise e una squadra capace di divertire, appassionare e coinvolgere.

La Lazio gioca in verticale, di prima, mostrando principi riconoscibili e una chiara identità. Ma non è soltanto una questione di organizzazione tattica. Secondo Fabiani, i calciatori stanno progressivamente facendo proprio anche lo spirito battagliero dell'allenatore.

Il dirigente ha ricordato quanto Gattuso sia amato in Italia per le sue imprese con la Nazionale, i trofei conquistati e la sua indole da gladiatore. Non esclude che i giocatori si rispecchino proprio in questa personalità, cercando di emularne atteggiamento e determinazione.

A sostegno delle sue parole, Fabiani ha citato anche un dato atletico relativo alla partita di domenica: una media indicata in 31-32 chilometri orari, cinque in più rispetto all'avversario.

Un riferimento utilizzato per descrivere il cambiamento nell'intensità della squadra. Se in passato si percorrevano due metri in meno, oggi, nell'immagine proposta dal dirigente, se ne fanno tre in più.

Per Fabiani, dunque, dietro la modestia di Gattuso si nasconde un allenatore capace di trasmettere molto più della semplice grinta. E la Lazio sta dimostrando di averne assorbito idee, atteggiamento e spirito competitivo.

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