La Lazio spreca l'occasione di salire al terzo posto in solitaria e, soprattutto, fallisce il sorpasso sulla Roma. Capitolini che non vanno oltre al pareggio al Bentegodi contro un Verona che riduce a quattro le lunghezze dal quart'ultimo posto e dimostra, definitivamente, di voler rendere dura a tutti la lotta salvezza. La squadra di Maurizio Sarri accetta la fisicità e la ricerca del duello corpo a corpo del Verona, rischia qualcosina ma quando fa girare palla velocemente trova i pertugi giusti nella difesa gialloblù. Ne nasce una gara dal ritmo elevato che il Verona è costretto a tenere il più alto possibile per arginare il gap tecnico con gli avversari. Provedel non è brillante sul sinistro di Ngonge, ma il tap-in di Doig è da dimenticare, poi è Immobile ben servito da Milinkovic-Savic che spara alle stelle. Provedel si riscatta quando il tiro di Depaoli esce dalle tante gambe in area e va giù con grande istinto. Pedro imita Immobile e da buona posizione calcia alto, poi lo stesso Pedro confeziona una rete d'autore. Duetta con Cataldi e dopo un controllo in area si gira con una bellissima piroetta e spedisce la palla alla destra di Montipò. Una vera gemma. Sembra fatta, la Lazio ha aperto la scatola, ma la reazione del Verona nel primo quarto d'ora del secondo tempo è impressionante. Lazovic su punizione scodella un invitante pallone sul quale Ngonge beffa la difesa a zona della Lazio e batte Provedel. L'entusiasmo trascina il Verona che ha palla per il sorpasso, ma ancora Provedel è decisivo nel respingere in uscita alla disperata il sinistro da pochi metri di Doig. E poi Lazovic vede il pallone calciato dal limite finire la sua corsa sul palo. Quando l'Hellas vede la spia della benzina e Sarri dà più sostanza al suo centrocampo con Vecino la partita cambia ancora binario. La Lazio prende campo, con Felipe Anderson al posto di Immobile sale Milinkovic-Savic a fare il centravanti e il Verona prova a dare ancora più densità al suo centrocampo con il debutto del danese Abildgaard e l'inserimento di Sulemana. Il Verona stringe i denti e gioisce al triplice fischio. «E' un punto di valore enorme - ammette Zaffaroni -, abbiamo incontrato una squadra fortissima, che fa del possesso palla la sua arma migliore. Per noi è un risultato importantissimo, i ragazzi sono stati bravissimi. L'aspetto più positivo è stata la reazione della squadra dopo aver subito il gol. I ragazzi a inizio ripresa sono scesi in campo con grande determinazione, trovando subito la reazione. Credo che oltre al punto questo sia l'aspetto più importante. La classifica? Percorso lungo». Un percorso certamente diverso da quello della Lazio che al Bentegodi lascia due punti preziosi in chiave Champions. I biancocelesti si sono fatti sorprendere dall’atteggiamento aggressivo del Verona di inizio ripresa. La Lazio è mancata in quel frangente. Si è fatta agguantare ed è rimasta a galla grazie alla parata di Provedel su Doig. «Dispiace per l’approccio del secondo tempo e per lo sbandamento di cinque minuti dopo la rete subita - va subito al sodo Sarri -, però la squadra ha fatto la partita, ha cercato di giocare a calcio, ha lottato sino alla fine in una gara sporca, contro una squadra che gioca un calcio di intensità. Comunque ho visto una squadra con il piglio giusto, ha sbandato per quei dieci minuti ma poi ha lottato sino alla fine con il piglio giusto e se non lo fai queste partite rischi che ti facciamo male. Immobile? Andava sostituito, lo sapeva che lo avrei fatto, non penso si sia arrabbiato». TuttoSport

Il Messaggero | La Lazio non sa rialzarsi
Verona-Lazio, Zaccagni: “Volevamo e dovevamo vincerla, recupereremo” - FOTO