Dallo scetticismo al gruppo unito: la Lazio di Gattuso letta attraverso Maestrelli
Nel racconto del Corriere dello Sport trovano spazio la protesta dei tifosi, l’alterco con Taylor e il gioco della squadra.
La partenza in campionato della Lazio di Gattuso richiama, nell’analisi del Corriere dello Sport, la squadra di Tommaso Maestrelli. È un paragone legato soprattutto allo scetticismo che accolse entrambi gli allenatori, poi smentito sul campo. Il giornale non pronostica un titolo per i biancocelesti: mette invece al centro una squadra che gioca bene, appare unita e affianca l’Inter, davanti a Milan, Napoli, Juventus e Roma.
Il richiamo a Maestrelli e un’estate di dubbi
Il riferimento all’epopea maestrelliana si rivolge ai tifosi che la ricordano e a chi conserva un legame con quella storia. L’articolo distingue però le due epoche: i tempi sono cambiati e il rispetto conquistato da Maestrelli impone di non evocarlo senza misura. Il punto comune individuato dal giornale è un altro: anche il suo arrivo fu accompagnato dalla diffidenza, come quello di Gattuso.
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Attorno al tecnico attuale, secondo la ricostruzione, le critiche erano state dure. Veniva descritto come un allenatore alla ricerca di un ultimo stipendio, mentre gli abbonamenti erano pochi e Romagnoli lasciava la Lazio. Durante il ritiro a Formello, le occasioni di confronto erano state le gare con Ascoli e Avellino. In quel contesto, la presenza di Nesta aveva offerto ai tifosi anche la possibilità di una fotografia e di un ricordo del passato biancoceleste.
Sullo sfondo restava la contestazione alla proprietà. L’articolo richiama i tifosi che disertano lo stadio da gennaio e condividono il giudizio su una perdita di centralità e competitività della società di Lotito rispetto alle proprietà che hanno fatto crescere Atalanta e Como. Nel loro timore, la Lazio potrebbe non tornare ai livelli ricordati.
Il gioco, il gruppo e il rapporto con Gattuso
Dentro questo clima, il giornale individua la svolta nel rendimento della squadra. La Lazio viene descritta come capace di giocare bene e di recuperare calciatori trattati per mesi, talvolta per anni, come se il loro contributo fosse ormai alle spalle. Il risultato è un gruppo compatto, arrivato a condividere la posizione dell’Inter e a guardare dall’alto anche le rivali cittadine.
Quanto durerà resta una domanda aperta. Prima di formulare previsioni negative, l’analisi invita però a considerare ciò che è già accaduto: una squadra sottovalutata ha reagito alle difficoltà senza usarle come alibi. Tra gli elementi indicati ci sono l’attaccamento dei giocatori agli insegnamenti di Gattuso e la volontà di sorprendere. Il tecnico non viene dipinto come sempre accomodante: l’articolo ricorda un alterco con Taylor, ma ne sottolinea anche il modo diretto di rapportarsi al gruppo.
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