Una rivoluzione fatta anche di sottrazione

Per descrivere una squadra che continua a giocare nonostante i giudizi contrari, il giornale propone un’altra analogia: l’Italia di Bearzot del 1982. Non è una previsione sul traguardo della Lazio, ma un’immagine usata per raccontarne l’atteggiamento. Anche i riferimenti alla fede presente a Formello e ai miracoli appartengono al registro evocativo dell’articolo, che mette in guardia dal liquidare troppo presto quanto sta succedendo.

La rivoluzione attribuita a Gattuso consiste così nel mettere in discussione luoghi comuni e valutazioni consolidate. Nel finale, parafrasando Franco Arminio, l’analisi associa l’idea di rivoluzione nel calcio al togliere anziché aggiungere, al rallentare anziché accelerare e al riconoscere valore al silenzio, alla luce e alla fragilità.

 

 

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