(Photo by Marco Rosi/Getty Images)
(Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Juan Sebastian Veron torna a parlare della Lazio e lo fa con parole che toccano il cuore del momento biancoceleste. Intervistato dall’Adnkronos, l’ex centrocampista, simbolo dello scudetto laziale, ha commentato la situazione attuale e la spaccatura tra tifosi e società.

“Continuo a seguire il calcio italiano. Non vedo tantissime partite ma seguo le squadre che sono state parte della mia vita e della mia carriera. E poi mi piace vedere i big match come un Juventus-Milan”, 

ha spiegato Veron, che conserva un legame speciale con il mondo biancoceleste.

Entrando nel merito della contestazione, l’argentino ha sottolineato l’importanza dell’equilibrio tra gestione economica e ambizione sportiva:

 “Io sono dell’idea che il club deve essere ben amministrato, ma poi c’è una cosa che non puoi lasciare da parte, ma deve essere messa sul tavolo: i sogni. Quelli che ha la gente e anche quelli che ha il club, di costruire e vedere una buona squadra. Perché alla fine i bilanci non si festeggiano”.

Secondo Veron, la frattura nasce proprio da qui: 

“Credo che quello che c’è da parte della gente sia giusto, perché è difficile dire ‘non sognate’. La gente vuole una squadra che vinca, vuole una squadra che sia protagonista, come ha avuto in passato e che vuole rivivere ancora, mentre la società forse ha altre idee. E lì c’è la spaccatura”.

Da presidente dell’Estudiantes, Veron lancia anche un consiglio a Claudio Lotito:

 “Deve ascoltare la gente e oltre a tenere bene la società e tenere bene i conti. Oggi ci sono risorse nel mondo dove andare ad attingere, come, ad esempio, un altro investitore o qualcuno che ti aiuti a mettere in campo una squadra all’altezza della società e della storia che hai vissuto e che si vuole rivivere ancora”.

Infine, il confronto con la concorrenza cittadina: 

“Purtroppo hai vicino una squadra e una società, come la Roma, che sta investendo e che è protagonista. E la Lazio per storia ha le possibilità, oltre che per la gente che continua a spingere la squadra, ma quando non hai dall’altra parte gli stessi segnali, la gente si pronuncia in questi modi”.

Sulla possibilità che situazioni simili si verifichino in Argentina, Veron è netto: 

“Non è mai successa una cosa del genere. In Argentina succedono altre cose, magari più gravi, ma non quelle…”.

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