Il tifo organizzato: "Non entriamo. Vale più il nostro amore per la Lazio. Ci aspettavamo..."
Le dichiarazioni del tifo organizzato ai microfoni di Radio Laziale

Dopo il comunicato pubblicato nella mattinata di oggi sulla scelta di non entrare anche in occasione della semifinale d'andata di Coppa Italia contro l'Atalanta, il tifo organizzato ha voluto fare chiarezza sulla propria posizione e sulla scelta di proseguire la contestazione ai microfoni di Radio Laziale.
Il tifo organizzato a Radio Laziale
Non entriamo, facciamo vedere che per noi vale più il nostro amore per la Lazio che una partita di cartello. Noi aspettavamo proprio la conferenza stampa per capire se ci potevano essere delle, chiamiamole così, aperture oppure un qualcosa per entrare alla semifinale di Coppa Italia. Ci ha dato l'ennesima dimostrazione che basta che apre bocca e ci dà quelle certezze che ci mancano.
Vogliamo essere chiari, come abbiamo detto, è per tutti quanti una scelta libera, non è che viene imposto a qualcuno di entrare e di non entrare. Vi faccio una domanda, avete mai avuto un sogno responsabile? Io a casa mia i sogni responsabili non esistono.
Se io ho un sogno, il sogno è qualcosa di magnificamente bello, il nostro sogno, è vedere una proprietà ambiziosa, vincente, che sappia comunicare, che sappia entrare ed essere empatica con i tifosi. Questo per noi è un sogno. Il sogno per noi era la Lazio di Sergio Cragnotti, dove ci dovevamo alzare la mattina a vedere soltanto a quale grande calciatore che gravitava nella terra, noi stavamo dietro. Il sogno era andare a giocare a Montecarlo con il Manchester United, quello era il sogno.









