Caos stadi a Roma: Rebus Flaminio e stop per Pietralata. Cresce l'incertezza
Ecco la situazione inerente alla costruzione dei due stadi nella città di Roma, vale a dire il Flaminio del club biancoceleste e Pietralata dei giallorossi

Torna a farsi pesante l'aria attorno ai progetti per i nuovi impianti sportivi nella Capitale. Sia sul fronte biancoceleste che su quello giallorosso si registrano improvvise frenate che rischiano di allungare i tempi burocratici. Da una parte la Lazio teme di dover rimettere mano da zero al progetto per far rinascere il Flaminio; dall'altra la Roma vede allontanarsi la possibilità di una corsia preferenziale per l'area di Pietralata.
Flaminio: il bivio burocratico della Lazio
Anche a Formello cresce la preoccupazione per le sorti dello storico impianto di Nervi. Secondo gli esperti di Federsupporter e quanto riportato dal Corriere della Sera, nel dettagliato progetto presentato dalla Lazio mancherebbe un raccordo fondamentale con il Piano di Conservazione "Keeping it Modern" (adottato dal Campidoglio nel 2018). Senza questo passaggio per tutelare la struttura originale, la Soprintendenza difficilmente darà il via libera. Ora Lotito è davanti a una scelta: accettare i vincoli di polifunzionalità dell'impianto oppure stravolgere il progetto e ricominciare tutto l'iter da capo.
Pietralata: spunta l'arsenico nel terreno della Roma
A complicare i piani del club giallorosso ci si è messo il sottosuolo. Durante i carotaggi di routine nell'area scelta per lo stadio, sono state infatti rilevate tracce di arsenico e idrocarburi. Non si tratta di un problema insormontabile che farà saltare l'opera, ma l'intervento dell'Arpa per effettuare analisi più approfondite è ormai inevitabile. Questo passaggio obbligato comporterà una dilatazione dei tempi tecnici, allontanando l'apertura dei cantieri.





