Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via onefootball
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Il mister Gennaro Gattuso ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Dazn e LSC al termine dell'incontro Bologna-Lazio.

L'intervento di Gattuso a Dazn 

Al di là di quello, penso che da settimana scorsa a oggi non sia cambiato nulla: abbiamo ancora tante cose da migliorare. Nella fase di non possesso, però, siamo stati molto bravi, abbiamo sempre fatto le cose giuste. È un percorso, abbiamo cambiato tanto: i ragazzi venivano da un calcio completamente diverso e ci vuole un po' di tempo. È un piacere allenare questi ragazzi, devono continuare a lavorare con le orecchie aperte. Sappiamo bene la situazione che abbiamo: ringraziamo le 4mila persone che sono venute oggi e si sono fatte sentire. In casa, sinceramente, non è facile giocare, questo non è un alibi, lo dico sempre ai giocatori, però lo sappiamo. Abbiamo un percorso ancora da fare, dobbiamo migliorare su tanti aspetti. Da una settimana non è cambiato nulla, serve solo credere fortemente in quello che si fa. Oggi siamo stati bravi, abbiamo sofferto, sapevamo che c'era da soffrire. Complimenti ai ragazzi.

Quando giochi in uno stadio come l'Olimpico non è facile per nulla, e con quelle 5mila persone presenti si sente tutto, appena inizi a sbagliare qualcosa. Bisogna essere forti mentalmente, ma questo non è un alibi, anzi dobbiamo lavorare anche su questo. È un piacere lavorare con questi ragazzi, perché abbiamo cambiato tanto: venivano da un allenatore maestro in quella tipologia di gioco, mentre noi oggi, se giochiamo sui riferimenti, rischiamo l'uno contro uno. È un calcio totalmente diverso, ci vuole un po' di tempo. Oggi siamo stati molto bravi in fase di non possesso, ma dobbiamo essere più bravi quando arriviamo negli ultimi venti metri: anche oggi ci siamo arrivati con facilità, ma dopo dobbiamo fare meglio.

Mercato? Non è nemmeno corretto parlare di mercato in questo momento: godiamoci questa vittoria, se la sono meritata tutti i ragazzi, ci hanno dato tutto quello che avevano, poi vedremo cosa succederà. Sulle distanze, invece: se vuoi giocare in un certo modo e non fai un buon lavoro preventivo, correndo 15-20 metri va bene, ma se tutta la squadra deve ribaltare ogni volta che prende un'imbucata e correre 60-70 metri, dopo quattro o cinque volte, a livello mentale questa cosa rimane. Oggi siamo stati bravi su questo, nel senso del lavoro preventivo fatto nel modo giusto, aggressivi, sempre col rischio calcolato: con Provstgaard che usciva in maniera corretta e recuperava tanti palloni, le distanze erano buone. Si va avanti, non abbiamo fatto nulla, lo sappiamo, ma il percorso continua.

Se ho qualcosa da dire a Roberto Mancini? No, nulla se non che è un grande allenatore, con grandissima esperienza. Ho passato dieci mesi stupendi, i ragazzi che ho allenato mi hanno dato tutto ed è una ferita che rimarrà finché resterò in vita, perché è stata una ferita grande. Però, grazie ai ragazzi, siamo usciti per episodi e abbiamo creato qualcosa di bello. Gli auguro il meglio, perché il nostro calcio ne ha bisogno: è un grande allenatore, ha già vinto con la Nazionale, e gli auguro veramente il meglio, con il cuore, senza nessuna falsità".

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