"Chinaglia per Sempre", Oddi: "Ho conosciuto Giorgo da militare. Aneddoti?..."
Giancarlo Oddi ha rilasciato delle dichiarazioni durante l'evento per la presentazione del libro "Chinaglia per Sempre" di Francesco Troncarelli

Giancarlo Oddi ha rilasciato delle dichiarazioni durante l'evento per la presentazione del libro "Chinaglia per Sempre" di Francesco Troncarelli, che si sta tenendo presso il Circolo Canottieri Lazio.
Le dichiarazioni di Oddi
L'ho conosciuto che era un militare, io ero recluta e lui nono. Io stavo portando lo zaino ad un magazzino e mi era arrivata una secchiata d'acqua, da parte sua e di Gigi Riva. Ci volevo litigare, loro ridevano. Quando é arrivato alla Lazio lho riconosciuto subito, inizialmente ho fatto finta di niente ma lui e venuto e mi ha chiesto cosa stessi facendo li. Per me e stato più di un fratello, abbiamo condiviso la stanza in ritiro. Quando e venuto a mancare io stavo in giro con il cagnolino e un signore me l'ha detto, ho pensato ad un pesce d'aprile. Io ne parlavo sempre con mia moglie e mi ha detto di farlo venire a Roma, da morto. Con Pino Wilson ed altri ci organizziamo e abbiamo chiesto come fare, ci hanno detto che non cera problema. Con Pino siamo riusciti a farlo venire a Roma, dove abbiamo fatto il funerale. Era una cosa talmente bella che in Italia non ce stato un evento simile.
Aneddoti
Ricordo che una sera stavamo in camera ed ho notato che stava con gli scarpini dentro al letto, che glieli aveva portati uno di Tuttosport. Quando gli ho chiesto il motivo mi ha detto che era per sfornarli. Era uno buono ma se si arrabbiava era un problema, ci siamo trovati a volte in situazioni poco simpatiche. Una volta uno ha iniziato a inveirci contro mentre ballavamo, questo mi ha chiamato gobbo e Giorgio ha sentito. Noi eravamo amici del proprietario, Giorgio gli ha chiesto di ripetere e dopo gli ha dato un pugno. Dopo ho aiutato questo e gli ho chiesto il motivo, mi fa “se questo viene fuori”, gli ho risposto “se viene fuori ti ammazza”.
C'era un mio amico della Roma, Roberto Donati, una volta Chinaglia l'ha salutato e lui, scherzando, gli ha detto di non salutarlo perché nell'ambiente giallorosso tutti lo odiavano. Uno cosi romanista ma anche lui e venuto al suo funerale, ha detto che non sarebbe mai potuto mancare.
Giorgio era questo, se doveva litigare litigava e in campo con lui non ce nera per nessuno. Per me era un fratello maggiore e perderlo è stato come perdere un fratello. Maestrelli molte volte mi chiedeva di accompagnare Giorgio a casa perché c'erano brutte persone che lo prendevano di petto. Lui era preoccupato.
Anche se faceva una bella partita, a lui importava soltanto segnare. Per lui era un dramma, se non faceva gol credeva di non aver giocato bene. Lui é diventato capocannoniere ma la difesa della Lazio era la migliore di quella stagione. Quando è arrivato Pulici, negli allenamenti non sembrava nemmeno un portiere, eravamo tutti preoccupati ma l'aveva scelto Lovati. Forse ora non avrebbe potuto giocare, dato che ora si gioca con i piedi e lui era negato. Adesso parlano ma non é più il gioco del calcio. Adesso è diventata una barzelletta, per me il calcio è stato tutto ma adesso le partite sono diventate noiose. Non sanno nemmeno come si tirano i falli laterali e nessun arbitro lo dice. Era una cosa seria solo quando giocavamo noi. Quando Giorgio venne in Italia pesava 99 kg ma il mister Lorenzo gli fece fare ogni giorno dal primo al quinto piano del suo palazzo a piedi. Inizialmente Maestrelli non lo voleva, una volta Tommaso stava negli spogliatoi e Giorgio se me stava andando per la febbre. Maestrelli gli disse di bere del limone e Giorgio, per caso, riuscí a fare tre gol.





