Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via onefootball
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Davide Frattesi è intervenuto in conferenza stampa al termine dell'incontro Lazio-Genoa, conclusosi con il trionfo dei biancocelesti.

La conferenza stampa di Frattesi

Cosa mi ha convinto a venire alla Lazio? Gattuso mi ha preso sullo sfinimento, mi ha chiamato cento volte (ride, ndr.). Con lui c'è rapporto già dalla Nazionale, poi si è presentata questa occasione. A ventisei anni è arrivato il momento di prendersi delle responsabilità, purtroppo all'Inter non le avevo. Così ho cercato un posto per farlo. 


Se sognavo un inizio del genere? Così forse è troppo, come primo sogno c'era Bologna e questo è un altro. Per Udine non dico niente (ride, ndr.) 


Se mi spaventa il rischio di diventare imprescindibile? No anzi, dopo anni è questo che cercavo. Mi piacciono le cose un po' impossibili, questa è la mia crociata. Sono venuto qui perché è impossibile fare quello che vorrò fare... Ma non ne posso parlare perché è presto. Mi piacciono le cose difficili, se non impossibili.

Io ho un certo tipo di impostazione. All'Inter c'è una mentalità diversa, sono abituati a vincere. Rompo le scatole su questo, anche il minimo dettaglio ti può aiutare a crescere. Poi si inizia parlare del derby maledetto... sono sempre sei punti, con le altre partite che facciamo? Le prepariamo così, tanto per fare? Sto cercando di portare una mentalità pù del nord, ed è strano perché sono di Roma. Nel mio piccolo sto cercando di portare tutto questo


Se ho trovato dei calciatori che mi somigliano o che mi hanno stupito? Gli italiani già li conoscevo. Gli stranieri ti portano altre qualità, come Nuno che va a mille. Lo zoccolo duro però deve essere italiano perché è quello a cui ti aggrappi nelle difficoltà. E qui c'è un bel gruppo forte e sano. Taylor è molto bravo, Dia anche. È molto criticato, ma ha fatto bene a Bologna e mi piace. Finché si vince non rompetegli le scatole perché è inutile. È un giocatore bravo, va incoraggiato per andare in fiducia.

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