Come riportato da Il Messaggero, ci sono correnti di Lazio e Roma, che da mesi spingono per trasformare il campo naturale capitolino in un semi-sintetico. Ci sono stati persino incontri ufficiosi con Mezzaroma, cognato di Lotito e presidente di Sport e Salute, la controllata del Mef che gestisce lo stadio, ma ancora non c’è nessuna richiesta ufficiale delle società sul tavolo. La verità è che nessuno vuole prendersi davvero la responsabilità di un così radicale cambio, perché non è un rimedio certo o assicurato.

 I dati forniti da Sport e Salute vanno ancora contro l’ultimo sfogo. Un istituto certificato colloca il terreno dell’Olimpico tra 77% e il 92% a livello qualitativo (per rimbalzo e rotolamento del pallone, trazione e durezza), il manto rispetta in pieno i requisiti richiesti dal Pitch Quality Program dell’Uefa, raggiunge una valutazione di 65 su 75, una giocabilità 49 su 60, senza incassare mai una bocciatura unanime dai capitani delle squadre ospiti all’Olimpico, dall’arbitro e dal regista televisivo. Le analisi recenti ne confermano una crescente salute, e gli vengono assegnate 4 stelle (su 5) con un punteggio di 86 su 100. A gennaio hanno inciso anche gli sbalzi di temperatura sino a -1 e l’iper-stress a cui è sottoposto l’Olimpico tra rugby, musica (16 concerti nell’estate del 2023) e calcio. Da Roma-Salernitana del 20 agosto l’impianto ha ospitato 30 partite compresa Italia-Macedonia (una ogni 4,9 giorni) e nell’intero 2023, invece, contando Roma-Barcellona della Champions femminile e 3 partite del 6 Nazioni, gli incontri sono stati 61.

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