Questa sera alle 20.45 Lazio e Fiorentina chiuderanno all'Olimpico la decima giornata di Serie A, in una sfida importante per entrambe le squadre: i biancocelesti per dare continuità dopo i successi con Atalanta e Sassuolo, e per riscattarsi dopo la brutta sconfitta rimediata in Champions League contro il Feyenoord. La Fiorentina per riprendersi dopo l'inaspettato passo falso arrivato contro l'Empoli lo scorso lunedì al Franchi. Intervistato in esclusiva ai nostri microfoni, l'ex difensore viola Lorenzo Amoruso ha presentato così la sfida.

Si aspettava un inizio così della Fiorentina in campionato? "Ci voleva poco a far meglio della partenza dello scorso anno, mi aspettavo quindi un avvio migliore ma non così positivo, anche se la sconfitta con l'Empoli ha ridimensionato l'ottimo inizio. La Fiorentina non ha giocatori di una certa esperienza per ciò che riguarda trofei o posizioni altissime in classifica, per cui manca quella capacità necessaria per gestire certe partite. La stessa cosa si può dire di Italiano: è molto bravo, anche se al suo quarto anno in Serie A. Ha sempre migliorato la propria classifica di anno in anno, ma l'esperienza a volte ti può far cambiare diverse situazioni".

Crede che l'obiettivo stagionale possa essere la corsa ad un posto europeo più importante della Conference League? "Teoricamente sì, la campagna acquisti è stata ottima. Magari poteva servire un difensore centrale in più, un profilo più importante in termini di esperienza. Stessa cosa anche per il portiere, ma le scelte sono state fatte. Mi auguro che vengano commessi meno errori rispetto alla passata stagione: un ottavo posto con tanti punti lasciati per strada, soprattutto a inizio campionato. Si spera che quest'anno, stimolati anche dalle due finali perse, ci sia una seria lotta per una posizione UEFA".

Visto il rendimento dei due, come vede ad oggi il duello tra Nzola e Beltran per il ruolo di numero nove? "Sono due giocatori totalmente diversi. Per ideologie tattiche dell'allenatore Nzola è il profilo più logico: gioca con il 4-3-3 o con il 4-2-3-1, con il centravanti impegnato nel giocare spalle alla porta e a far salire esterni e centrocampisti, compiti per cui serve una fisicità importante. Beltran è più piccolo, ama attaccare la porta: non vuol dire che non possa imparare a interpretare in altri modi il ruolo, ma gli serve tempo. Nzola ha già avuto in più stagioni lo stesso Italiano, e sa quali movimenti deve fare".

Gonzalez e Bonaventura sono ad oggi le stelle dei viola. Chi crede che possa salire al loro livello nel resto dell'organico? "Ce ne sono vari, la squadra è ricca di talenti come Kayode, uno di quelli che ha stupito un po' tutti già dall'esordio di Genova. Arthur sembra essere tornato sui livelli di Barcellona. A me è sempre piaciuto tanto Ikonè, ma non ha ancora dato quella scossa necessaria per salire di livello. Lo stesso Martinez Quarta potrebbe fare molto di più, ma ogni tanto mostra lacune di concentrazione con cui compromette le proprie stagioni, come accaduto lo scorso anno e nella sconfitta con l'Empoli. Qualcuno ha sicuramente bisogno di incamerare quelle quattro o cinque prestazioni positive consecutive che lo inducano ad avere quella fiducia sfrontata che a volte serve, soprattutto per i tanti giovani presenti in rosa".

La Lazio arriva dalla brutta sconfitta rimediata contro il Feyenoord. I viola devono temere la reazione biancoceleste? Che gara si aspetta? "Assolutamente sì, anche perchè la Lazio è partita malissimo in campionato, per poi riprendersi, cadere nuovamente e ripartire ancora. La Fiorentina invece ha iniziato bene ma in Europa ha faticato con i due pareggi arrivati prima del 6-0 dello scorso giovedì. Sono due squadre che hanno grossi problemi nella fase difensiva, oggi capiremo chi riuscirà a sbagliare meno: vincerà chi subirà meno gol. Entrambe le due squadre hanno ottimi esterni e un attacco importante, possono fare gol in ogni momento anche i centrocampisti. I punti deboli sono le difese, chi commetterà meno errori riuscirà a prendersi i tre punti".

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