Conferenza Lotito: "Il progetto Flaminio nasce per unire. I tifosi sognano uno stadio pieno"
Claudio Lotito è intervenuto durante la conferenza di presentazione del progetto dello Stadio Flaminio

La conferenza di Lotito
Possiamo discutere, confrontarci, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l'obiettivo comune: lasciare alla Lazio e alla città tutta qualcosa di solido e duraturo. Durante la prossima sosta della Nazionale presenteremo 'Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile', una conferenza programmatica che delineerà il percorso strategico del Club. In quell'occasione illustreremo, insieme alla società di consulenza Deloitte e all'Università Luiss, un piano industriale a cinque anni fondatore su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva. Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia. La scelta del 2032 non è casuale. È un orizzonte temporale coerente con le traiettorie europee dello sport e con le prospettive legate ai Campionati Europei. La SS Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti. Non è una promessa, né una forzatura. È un atto di responsabilità e di visione: mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni per poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano. Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono più previste candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione. 'Lazio 2032' sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi, per costruire un dialogo serio e costruttivo sul futuro del Club e sul ruolo che intendiamo svolgere per la città. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei. Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo per renderla immortale.
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