Lazio, Sarri in tensione: il tecnico è in emergenza e si sente tradito
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Sarri è pronto a fare le valigie a fine stagione nel caso in cui non venisse soddisfatto. Stavolta non si dimetterà, ma ci sono già diversi club disposti a garantirgli lo stesso contratto che la società biancoceleste gli ha fatto firmare a luglio: un triennale da 2,5 milioni più bonus per discolparsi del disguido Covisoc. Non c'è bisogno della macchina del fango (già partita) per screditarlo, non c’è bisogno nemmeno di altri colpi da lui non avallati (dopo Raktov, Fabbian e Maldini) per sollecitarlo all'abbandono senza stipendio. La società può esonerarlo. Altrimenti, se non verrà rispettato il progetto che gli è stato promesso, Mau toglierà più avanti il disturbo.
LA CONFUSIONE Proprio la Fiorentina era tornata nei mesi scorsi a farsi sotto, prima di affidarsi a Paratici, ds con cui Sarri arrivò allo strappo ai tempi della Juventus. Magari la strada viola non sarà più percorribile, ma oggi non può essere chissà quale rimpianto. I toscani navigano in peggiori acque, hanno tirato una boccata d'ossigeno con l'ultima vittoria contro la Cremonese (rete di Kean in pieno recupero) e stasera (ore 20.45) verranno all'Olimpico per provare a tirarsi definitivamente fuori dalle sabbie mobili del terz'ultimo posto. L'iniezione di fiducia degli uomini di Vanoli si scontra col momento di caos e incertezza della Lazio, testimoniato anche dalla rassegnazione vista domenica a pranzo. Il Napoli ha dominato perché è di un altro livello, ma anche perché Sarri ha dovuto affrontare Conte con il solo Noslin disponibile davanti, dopo la cessione di Castellanos. Con la squalifica di Tj (più quella di Marusic), stasera non ci sarà proprio un centravanti di ruolo: Cancellieri è in vantaggio su Pedro. La smobilitazione, unita alle assenze per infortuni o dovute ai continui torti arbitrali (ma guai a farli diventare armi di distrazioni di massa) rischiano di far scivolare la Lazio più in basso del nono posto. Il Messaggero









