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Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Flaminio, stop al secondo anello: la Soprintendenza frena il progetto Lazio

Il progetto della Lazio per la riqualificazione dello Stadio Flaminio incontra il primo vero ostacolo. La Soprintendenza ha infatti chiesto chiarimenti e modifiche su alcuni aspetti fondamentali dell'intervento, in particolare sulla storica pensilina progettata da Pier Luigi Nervi e sulla struttura destinata a sostenere il nuovo secondo anello.

Non si tratta ancora di una bocciatura definitiva, ma la richiesta arrivata durante la conferenza dei servizi rappresenta un passaggio delicato che potrebbe costringere il club biancoceleste a rivedere parti importanti del piano.

La Lazio avrà circa 30 giorni per presentare le proprie controdeduzioni e dimostrare la compatibilità del progetto con i vincoli esistenti.

La Soprintendenza difende la pensilina di Nervi

La prescrizione più attesa della conferenza dei servizi è finalmente arrivata. L'ente del Ministero della Cultura non ha espresso formalmente un parere negativo, ma ha richiesto integrazioni progettuali che impongono una riflessione approfondita.

La posizione è chiara: la storica copertura della tribuna ovest deve essere conservata. La pensilina, infatti, è sottoposta a vincolo e rappresenta uno degli elementi architettonici più significativi dell'opera di Pier Luigi Nervi.

La Soprintendenza ha inoltre chiesto maggiori approfondimenti sulla copertura esterna prevista per sostenere il secondo anello, evidenziando la necessità di evitare che il nuovo involucro finisca per nascondere completamente il profilo originario dello stadio.

Lazio al lavoro per salvare il progetto Flaminio

Questo scenario non significa che il nuovo stadio della Lazio non possa essere realizzato. Significa però che il progetto dovrà essere adattato alle richieste formulate dagli organi competenti.

Secondo quanto filtra, i tecnici biancocelesti sono già al lavoro per individuare soluzioni compatibili con le prescrizioni ricevute. La questione principale riguarda proprio la pensilina della tribuna ovest, il cui mantenimento sembra difficilmente conciliabile con l'attuale copertura integrale prevista dal piano.

Anche il tema del guscio esterno che dovrebbe sostenere il secondo anello appare particolarmente complesso. La struttura, secondo le osservazioni ricevute, rischierebbe di cancellare alla vista il fronte storico dello stadio progettato da Nervi.

Il presidente Claudio Lotito, contattato da La Repubblica, ha comunque mostrato serenità.

«Io non seguo in prima persona la questione, ma i miei tecnici non mi sembrano preoccupati. Poi vedremo».

L'ipotesi che l'intero progetto debba essere rivisto resta concreta. D'altra parte la Soprintendenza non poteva ignorare i vincoli già imposti negli anni passati proprio per tutelare le caratteristiche estetiche e ingegneristiche dell'impianto.

Una posizione condivisa anche dalla Fondazione Nervi. Il presidente Marco Nervi, nipote del celebre architetto, ha ricordato come l'ente avesse già evidenziato in passato le criticità legate ai vincoli esistenti.

Secondo la Fondazione, trasformare il Flaminio per adattarlo alle esigenze attuali rischia di alterare profondamente l'identità originaria dell'opera. Per questo viene contestata la scelta di fondo di convertire lo stadio, pur senza esprimere una contrarietà pregiudiziale al progetto.

La Fondazione immagina per il Flaminio una destinazione legata al calcio minore o ad altre discipline sportive. La Lazio, invece, continuerà a lavorare per riportare il progetto verso la configurazione più vicina possibile all'idea iniziale.

Le prossime settimane saranno decisive. Entro circa un mese si capirà se le modifiche richieste potranno consentire al piano biancoceleste di proseguire il proprio percorso.

Stadio Flaminio, Lotito: "I tecnici non mi sembrano preoccupati"