Il Tifo Organizzato a Radio Laziale: "Punto di non ritorno. Lazio-Genoa cartina tornasole…"
Dopo il comunicato con la sofferta decisione di non presenziare a Lazio-Genoa, il Tifo Organizzato è intervenuto su Radio Laziale

Dopo il comunicato con la sofferta decisione di non presenziare a Lazio-Genoa, il Tifo Organizzato nella rubrica Matchday in onda su Radio Laziale ha ampliato spiegando precisamente le motivazioni della protesta.
Le parole del Tifo Organizzato a Radio Laziale
È uscito il comunicato dove sintetizziamo il nostro pensiero. Ieri sera stavamo facendo una riunione del direttivo per decidere se entrare o meno a Lazio-Genoa e c'erano all'interno nostro opinioni differenti, ma mentre eravamo in riunione entra un ragazzo e ci dice del comunicato, che ci ha uniti tutti quanti e adesso è la via del non ritorno, per quanto riguarda Lazio-Genoa non dobbiamo entrare. Non sono accettabili quelle parole, non sono accettabili le minacce anche perchè noi non abbiamo imposto niente a nessuno, noi diamo la nostra visione, chiediamo alle persone se vogliono seguirci ma nessuno ha imposto. Il comunicato è degno della Romania di Ceaucescu, Pol Pot, Xi Jinping, sicuramente non ha scritto quel comunicato una persona che sta all'interno di una società sportiva e capisce di calcio. A me sono rimaste impresse le parole di Lotito quando disse che scatenerà una guerra fra poveri tra tifosi mettendoci uno contro l'altro, ci era quasi riuscito ma con quel comunicato siamo tornati tutti uniti.
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Nessuno è obbligato a seguirci, nessuno ha obblighi nei nostri confronti come noi non abbiamo nessuno obbligo verso altri. I gruppi non sono sedicenti come dice la società, questo è stato deciso da tutti noi e ci prendiamo le responsabilità. Non è chiaro dove la Lazio voglia arrivare con questo comunicato. Quando fu presa la decisione a Lazio-Lecce di non entrare per Paparelli non sono stati fatti picchetti o minacce come invece ha fatto la Lazio con il comunicato di eri. Noi non minacciamo i laziali, diciamo quello che è il nostro pensiero. La cartina tornasole sarà Lazio-Genoa e vedremo se i tifosi approvano la linea di condotta della società che con quel comunicato ce lo ha espresso in maniera chiara oppure seguirà la linea del tifo organizzato delle persone che per la Lazio ci sono sempre e per mister Sarri ci siamo sempre, non ci siamo per questa dirigenza. Noi c'eravamo prima e ci saremmo anche dopo abbiamo sempre tifato per la Lazio non ci siamo mai permessi di avere pensieri se non solo per la Lazio mentre all'interno della società ci sono persone che prendono solo lo stipendio.
Appuntamento a Ponte Milvio
Noi come facemmo la prima manifestazione due anni fa faremo una cosa statica lì in piazza, staremo tutti lì ad ascoltare la cronaca della partita, che piova, che nevichi o col sole noi staremo a Ponte Milvio così facciamo vedere anche quanti siamo ad amare la Lazio e a far vedere di quanto siamo stanchi di una gestione che non ci permette di sognare enon ci permette di stare tranquilli con la classifica, non vediamo nè progetti nè prospettive. Il comunicato della Lazio è la cartina tornasole di una società allo sbando senza avere persone che possano risolvere la situazione. Vediamo soltanto un forte ridimensionamento, un fare cassa, una volta Lotito disse che la Lazio non è un supermercato, ma adesso sta diventando un discount. Lotito è il proprietario, noi abbiamo fatto l'abbonamento e ci porta ad avere il diritto di criticare una situazione che ci vede stanchi, se siamo clienti da clienti che pagano non ci sta bene questa situazione. Qualcuno dirà “ve l'avevamo detto prima” ma col senno di poi non si fa nulla. Siamo la seconda tifoseria, ma la Juve la tolgo per presenza neis ettori ospiti. Questa società dovrebbe essere orogliosa del tifo ma critica sempre, salvo poi usare le scenografie che organizziamo davanti agli sponsor per fare cassa. Quello che noi facciamo è autofinanziato, la Lazio non mette un centesimo ma anzi sfrutta quell'immagine per fare cassa.









