Lo strano rapporto tra Verón e Simeone: "In campo come fratelli, fuori non ci salutavamo"
Juan Sebastián Veron e Diego Simeone si sono espressi ai microfoni di Prime riguardo il loro complicato rapporto fuori e dentro il campo.

Juan Sebastián Veron e Diego Simeone si sono espressi ai microfoni di Prime riguardo il loro complicato rapporto fuori e dentro il campo.
Le dichiarazioni di Simeone
Il Presidente aveva già creato una squadra competitiva la stagione prima. Boksic, Mancini, Ravanelli, Inzaghi, Nedved, Conceicao, Nesta, Couto...e, ovviamente, l'arrivo di Sebastián Veron ha confermato l'intento. Un giocatore che, senza dubbio, ha giocato al suo meglio nell'ultimo decennio ed è tra i migliori giocatori per quella posizione. Io mi sedevo accanto a lui, arrivava e ci cambiavamo uno accanto all'altro ma io non lo salutavo e lui non salutava me. Il nostro rapporto era puramente professionale. Sentivo la stessa cosa se qualcuno lo toccava, lui era mio fratello, era mio. Se dovessi formare una squadra vincente lui ci sarebbe di sicuro.
Le dichiarazioni di Veron
Per il Cholo provo un grande rispetto e ammirazione ma non sono un suo amico. Non l'ho mai considerato un amico. Oggi, dopo tempo, posso considerarmi un buon compagno di squadra. Nella Nazionale avevamo le nostre divergenze, così come alla Lazio. In campo io uccidevo per lui e sapevo che lui avrebbe ucciso per me.





