La lettera di Roberto Rambaudi: "Occorre un dialogo diretto. È necessario fare un bagno d'umiltà"
La lettera di Roberto Rambaudi pubblicata questa mattina sulle colonne de Il Tempo
Di seguito la lettera di Andrea Agostinelli pubblicata questa mattina sulle colonne de Il Tempo.
La lettera di Roberto Rambaudi
Caro direttore, siamo ad un punto di non ritorno e questo sto ormai è evidente. Le chiacchiere stanno a zero, serve un confronto. Le strade percorribili sono due: o si va avanti in maniera migliore, ravvicinando il popolo biancoceleste e utilizzando una strategia che possa far tornare competitivo il club, oppure è bene fare un passo indietro. Il rapporto società-tifosi è logoro, dispiace aver perso quell'entusiasmo che c'era anche in tempi recenti, con i bambini allo stadio e l'Olimpico pieno.
Adesso occorre un dialogo diretto, una conferenza stampa con tutte le componenti coinvolte. Ciò che manca alla società Lazio è il rapporto con gli altri, è la mancanza di rispetto nel porsi. Chiaro, il presidente Lotito è soggetto a critiche e giudizi ma è il suo ruolo che impone questo, anche se non va tralasciato ciò che di buono ha fatto. Deve ricominciare facendo un bagno d'umiltà, attraverso un confronto chiaro, sincero, che parte dal cuore.
Serve guardarsi negli occhi, parlare, chiarire, interagire di persona. Sentire. Percepire. L'amore e la passione sono alla base di tutto, in tutti i campi. Specialmente in questo. Sono deluso. Ho avuto l'illusione che qualcosa potesse cambiare, ma qui l'empatia è pari a zero. Serve, ripeto, una conferenza stampa per mettersi in discussione, per mettere sul tavolo pregi e difetti di questa gestione.
Continua la lettera
Giusto che il presidente venga gratificato per ciò che ha conquistato, ma poi serve spiegare perché il club non abbia mai fatto un passo in avanti: mancanza di volontà o di capacità? È necessario un dibattito educato e sincero. Se togli i sogni, nel calcio togli tutto. E ora non basta neanche il campione di turno a sistemare la situazione, prima di tutto ci vuole un “mea culpa”. Qui si sta facendo passare il messaggio che vedere la Lazio in queste condizioni, a galleggiare, sia normale. La Lazio è altro. La Lazio deve tornare ad alti livelli. Le altre squadre nel frattempo vanno avanti, qui mancano i tifosi che sono il cuore pulsante di qualsiasi squadra. Ad una società, oltre ai soldi, servono idee. Ci vogliono capacità, conoscenza, amore per quello che si fa. La prima cosa che deve cambiare è la comunicazione con il proprio popolo, con la gente. Io credo sempre che le persone possano cambiare, migliorare, anche se dopo 22 anni comprendo lo scetticismo di tanti e tanti tifosi. Le parole del presidente ora servono, ma solo se pronunciate davanti a tutto l'ambiente, dove può ci essere un contradditorio. Dobbiamo ripartire, nella vita si può sbagliare ma si può anche rimediare se si hanno voglia e capacità per farlo. Il “muro contro muro” non fa bene a nessuno, dovrebbe capirlo il presidente. I tifosi non stanno facendo una ripicca, i tifosi sono stanchi di questo modus operandi. Troco assurdo che non il faccia un passo avanti, concreto, per sistemare questa delicata situazione che rischia anche di peggiorare. Ora c'è il mercato, che sia libero o a saldo zero poco importa: se non elimini le problematiche che ci sono, diventa difficile anche parlare di quella che potrà essere la Lazio della prossima stagione. E i problemi vanno risolti a monte, una volta per tutte. Lotito non può far finta di niente. Gli imprenditori ragionano sui numeri, ma nel calcio non bastano, ci vogliono anche le emozioni. Mi auguro che qualcuno possa aprirgli gli occhi, dispiace vedere che ad oggi si va incontro ad una stagione ancora più complicata di quella passata. L'ambiente è depresso. Presidente, serve entusiasmo: aggiunga qualcosa per riavvicinare i tifosi e crearlo.





