Photo by Grazia Neri/Getty Images via Onefootball
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Intervenuto ai microfoni di Radiosei, Stefano Fiore ha espresso il proprio punto di vista sul momento che sta vivendo la Lazio, a ridosso della sfida contro l’Atalanta.

Queste le sue parole: 

È un grande dispiacere questo momento della Lazio e lo dico al di là del fatto che quello che accade mi tocca da vicino visto i miei trascorsi a Roma.

È una situazione da cui nessuno ne esce bene - ha proseguito - si è arrivati al gesto estremo di andare anche contro i propri ideali di amore ed appartenenza. È anche una brutta cosa in generale per il calcio. È uno sport che appartiene ai tifosi e quando si iuvede uno stadio così vuoto dispiace. Se si è arrivati a questo punto, evidentemente, significa che i limiti sono stati superati, non solo raggiunti.

Nei miei anni alla Lazio abbiamo vissuto anche il passaggio non semplice da Cragnotti e Lotito. Ci sono state delle difficoltà ed un ridimensionamento, ma era comunque una squadra che ha mantenuto un livello medio-alto. Non riconduco quei miei anni a questi. Questa è una situazione diversa. Lotito ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista dei conti. Almeno fino a quando c’è stato Simone Inzaghi, la squadra si è mantenuta ad un livello alto. Soprattutto dava la sensazione che ci fosse un progetto di un certo tipo. Oggi, ciò che più rammarica, è che il progetto non si intravede. Almeno io non riesco a farlo, poi magari alla fine avrà ragione lui (Lotito, ndr)".

Sarri? Secondo me fino ad ora è stato bravissimo. È riuscito ad essere l’anello di congiuzione, l’ancora a cui tutti si stanno aggrappando. Sempre parlando chiaro e non cercando mai alibi. Con il suo lavoro ed i suoi comportamenti è riuscito a compattare, per quanto possibile, l’ambiente. Il mercato di gennaio avrebbe potuto rompere il giocattolo, almeno ora la squadra riesce a navigare a vista. La cosa complicata è che bisogna arrivare alla fine nella maniera giusta. Non credo che tecnico e giocatori molleranno la presa, ma lavorare in serenità è un’altra cosa.

Taylor? Si è visto poco, ma i tratti e le caratteristiche si intravedo. Credo sia un buon profilo, si vede che sa stare in campo e riesce già a muoversi nei meccanismi del mister. Un giocatore bravo in entrambe le fasi.

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