Euro 2032, Busnengo (OAR): "Stadio Olimpico avanti. E sul Flaminio..."
Il vicepresidente dell’Ordine degli Architetti PPC ha parlato degli stadi romani candidati per ospitare gli Europei del 2032
Il conto alla rovescia per gli Europei del 2032 è già iniziato e stadi di Roma studiano le proprie mosse per candidarsi come sede. A fare il punto è Lorenzo Busnengo, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, intervenuto ai microfoni di TGR Lazio nel corso della trasmissione Buongiorno Regione su Rai3.
Busnengo sugli Europei 2032 e le candidature degli stadi romani
Il 2032 sembra lontano, ma per la realizzazione degli stadi è la UEFA detta delle tempistiche molto stringenti. Entro fine luglio dovranno essere presentati alla FIGC i progetti definitivi approvati e finanziati. Entro ottobre la Federazione dovrà comunicare all'UEFA gli impianti scelti, la cui cantierizzazione deve partire entro marzo 2027. Su Roma abbiamo tre “potenziali” candidature. Se sicuramente ci sarà l’Olimpico? L'Olimpico sta molto avanti, fa parte del complesso del Foro Italico sorto tra gli anni 20 e 30 del secolo scorso a firma dell'architetto Del Debbio, è uno dei principali centri sportivi riconosciuti in tutto il mondo per la storia ma anche per l'architettura, ad esempio la casa delle armi di Luigi Moretti o lo stadio dei Marmi, inoltre è in corso l’approvazione definitiva del restyling con copertura del Centrale del tennis. Lo stadio Olimpico, nato per le Olimpiadi del 60, è stato già rimodernato per i mondiali degli 1990 ed è stato interessato da una serie di interventi continuativi nel tempo. Adesso si sta lavorando ad una ricalibratura delle aree ospitalità e dei servizi in tutti i settori dello stadio.
Sull'Olimpico e lo stadio della Roma a Pietralata
Se parte da zero il nuovo stadio della Roma a Pietralata? Proprio da zero no, perché come sappiamo ci sono state già ben due delibere dell'Assemblea Capitolina per il pubblico interesse e anche una verifica di tutte quelle prescrizioni urbanistiche e architettoniche che possano effettivamente inserire in modo coordinato questa nuova costruzione all'interno del quadrante di Pietralata. Anche qui va fatto un ragionamento complessivo sul territorio con la presenza dell'ospedale Pertini, con la stazione di Tiburtina a firma dell'architetto Paolao Desideri, con la sede della BNL progettata da Alfonso Femia, siamo architetti, quindi fatemi ricordare un po' tutti i grandi architetti che hanno lavorato in quel quadrante, dicevamo un'integrazione di tutti questi interventi all'interno di un nuovo progetto che sicuramente possa dare un grande beneficio per i tifosi della Roma, ma anche per tutti i cittadini del quadrante.
Sulla possibile candidatura del Flaminio
Questo, lo dico da laziale, è un colpo al cuore, però il Flaminio è sicuramente un intervento molto più complesso rispetto a Pietralata. La Lazio vuole intervenire su un monumento nazionale che porta la firma dell’ingegner Pierluigi Nervi, e quindi le attenzioni rispetto alle integrazioni presentate dalla società, dovranno essere molto approfondite sia sugli aspetti di conservazione di un capolavoro dell'architettura moderna, sia in termini di mobilità in un quadrante già caratterizzato da un situazione complessa: pensiamo alla presenza dell'Auditorium di Renzo Piano, al Maxxi di Zaha Hadid, senza dimenticare la prossima realizzazione del Museo della Scienza alle caserme di Via Guido Reni. Come sottolineavo prima, qui la situazione ha una complessità molto maggiore, ma noi ovviamente ci auguriamo che le cose vadano avanti, con progetto di qualità che sappia tutelare e valorizzare le caratteristiche architettoniche dell’impianto coniugandole ad un effettivo miglioramento della vivibilità del quartiere Flaminio.





