Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Un attacco che non incide

La stagione della Lazio si sta trasformando in un percorso sempre più complicato, segnato da caos e difficoltà evidenti. I numeri fotografano alla perfezione il momento negativo, certificando una carenza offensiva che coinvolge l’intera squadra e, in particolare, il reparto avanzato. In Serie A, come riportato dal Corriere dello Sport, ben 16 squadre possono contare su almeno un giocatore capace di raggiungere quota quattro gol. I biancocelesti non rientrano in questo gruppo: il massimo dei marcatori è fermo a tre reti, dato che accomuna la Lazio a Pisa e Cagliari, con il Lecce – prossimo avversario – che ha fatto addirittura peggio.

Un’anomalia preoccupante

A rendere il quadro ancora più significativo è il fatto che i migliori marcatori della Lazio non siano i centravanti, ma gli esterni offensivi, Zaccagni e Cancellieri. Un’anomalia per una squadra che fino a pochi anni fa poteva contare su un bomber come Immobile e che oggi è allenata da Sarri, tecnico storicamente capace di valorizzare gli attaccanti. Guardando ai numeri dei centravanti, la situazione è ancora più preoccupante: Noslin e Castellanos si sono fermati a due gol, con quest’ultimo ormai al West Ham, mentre Pedro e Dia sono a quota uno e Ratkov, arrivato da poco, è ancora a secco. La Lazio paga l’assenza di un riferimento affidabile in area: le occasioni non mancano, ma manca la capacità di essere decisivi. Un problema che va avanti da mesi e che il mercato invernale non ha risolto. Non a caso, i biancocelesti sono oggi il sesto peggior attacco del campionato, davanti soltanto a Cremonese, Parma, Verona, Pisa e Lecce.

Lotito duro con la squadra, spogliatoio in agitazione
Lazio, mercato in equilibrio precario: in chiusura Motta, e in difesa...