Valeri svela: “La Lazio era tutto ciò che desideravo. Il 26 maggio 2013 ero allo stadio. Sulla contestazione…”
La lunga intervista di Emanuele Valeri ai taccuini del Corriere dello Sport alla vigilia di Lazio-Parma

Emanuele Valeri si è raccontato ai taccuini del Corriere dello Sport in una lunga intervista tra passato e presente. L’esterno del Parma, noto tifoso laziale, ha ripercorso alcune tappe della sua carriera: dal rifiuto ricevuto dalla Lazio, ai ricordo da tifoso, fino al suo percorso attuale con la maglia dei ducali.
Domani è in programma Lazio-Parma
Per me è la gara più emozionante dell'anno, quella che aspetto ogni stagione e vorrei disputare sempre. Lì dentro ci sono cresciuto, andavo da bambino con mio padre a vedere tutte le partite e ancora oggi la seguo.
Gli inizi nei Pulcini della Lazio e il periodo da raccattapalle
Avevo nove anni e, per un bambino, era la cosa più bella del mondo. Stare sotto la Curva ti faceva sentire partire di una cosa sola, dove potevi dare davvero una mano ai calciatori.
Il campione che ricorda più volentieri
Sono passati tantissimi campioni in quegli anni, non solo della Lazio, ma ricordo in particolare Klose. Era un vero idolo, mi sembrava un supereroe. Tutti volevano essere al suo posto. Se mi sarei immaginato che un giorno ci sarei stato? Certo, ma me lo immagino ancora.
Dalle giovanili della Lazio sono passati anche Scamacca e Frattesi
Gianluca lo ricordo di più, era alto già da piccolo e lo misero subito con noi ‘98. Poi l’anno successivo andò alla Roma. Davide invece era rimasto con i ‘99. Entrambi, già da bambini, si vedeva che erano forti e che avrebbero fatto strada.
Cosa è successo alla Lazio?
Non mi hanno riconfermato. È stata una bella mazzata per me che ero anche tifoso della Lazio, dato che era tutto quello che volevo. Ma ho ricominciato da capo.
Come si reagisce a un rifiuto del genere?
Ora faccio vedere la forza ma è stata dura. Poi tante cose si sono allineate e sono stato anche fortunato. Dopo quel rifiuto per me era finita lì, sono andato in Eccellenza solo perché volevo divertirmi ma pensavo che prima o poi avrei dovuto trovarmi un lavoro. Ma alla fine torna tutto. Il motto della Lazio è “Non mollare mai” e io non ho mollato.
Sul 26 maggio 2013
Eh, il derby in finale di Coppa Italia, indimenticabile. Ero all'Olimpico: lì ti senti parte di qualcosa che va oltre, non è una cosa normale. Non ci sono partite che tengano, quel trofeo è storico. Anche se vuoi sempre vincere un derby.
Sulla contestazione dei tifosi laziali contro la società
Noi giocatori pensiamo solo a giocare, le contestazioni le lasciamo ai tifosi che hanno i loro motivi. Poi è chiaro, domani mi dispiacerà giocare in uno stadio che non sarà pieno. La prima volta che sono stato con la Cremonese c’erano 70mila tifosi, fa piacere sentire l’amore dei tifosi ma rispetto le loro decisioni.
Tornerebbe mai alla Lazio?
Prima o poi, direi di sì, perché comunque è casa mia. Ma ora penso solo al Parma.





