Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images via Onefootball
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Alessio Romagnoli era convinto che gennaio fosse il momento giusto per salutare la Lazio. L’addio sembrava vicino, poi non si è concretizzato e il difensore è tornato immediatamente al centro del progetto, senza esitazioni. Di nuovo titolare, di nuovo guida della linea arretrata di Maurizio Sarri, con la consueta leadership e personalità.

La frattura con Claudio Lotito affonda le radici nel tempo e ha raggiunto il punto più alto a gennaio, ma ogni discorso è stato rimandato a giugno. Si capirà allora se Romagnoli confermerà la volontà di lasciare, a un anno dalla scadenza del contratto nel 2027, e se l’Al-Sadd tornerà alla carica. Sullo sfondo resta anche la posizione della società, chiamata a valutare se riaprire, nonostante tutto, il capitolo rinnovo.

Intanto il campo racconta altro: Romagnoli è tornato a essere l’alfiere della difesa. A Bologna ha offerto una prestazione da riferimento assoluto, anche nella lotteria dei rigori. I numeri, come riportato dal Corriere dello Sport, certificano il suo peso: 126 tocchi, 114 passaggi (109 riusciti), 5 respinte difensive, 5 ingressi nella trequarti avversaria e un tiro. Dal suo arrivo nel 2022-23 è tra i più utilizzati in rosa – solo Marusic ha giocato di più – e in Serie A, dal 2022, figura tra i difensori con il maggior numero di duelli aerei vinti. Leader tecnico e carismatico, con il futuro ancora tutto da scrivere.

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