Esclusiva | Calisti: "Tra torti arbitrali, mercato e 126 anni di Lazio. Società? Non ho stima"
L'intervista in esclusiva al doppio ex di Lazio e Verona, Ernesto Calisti, in vista della sfida di domani delle ore 18:00

Con l'inizio del giro di boa, coinciso con la sfida contro la Fiorentina, la Lazio guarda ora alla trasferta al Bentegodi di Verona, dove farà visita alla formazione allenata da Zanetti. In occasione dell’incontro tra biancocelesti e scaligeri è intervenuto ai microfoni di LazioPress.it il doppio ex Ernesto Calisti, ex giocatore che ha vestito la maglia biancoceleste per tre stagioni, dopo esser cresciuto nel vivaio laziale, prima di approdare in gialloblù.
Nel corso dell’intervista, Calisti si è soffermato sui temi principali di casa Lazio: dai torti arbitrali che hanno fortemente condizionato il percorso della squadra di Sarri, fino all'ultimo impegno stagionale con la Viola e al prossimo confronto contro il Verona. Di seguito le parole del doppio ex.
Partirei dall’impegno dei biancocelesti contro la Fiorentina, un suo commento sulla gara andata in scena all'Olimpico?
È lunga commentare un po' tutto quello che è successo. Che sarebbe stata una partita difficile, questo lo sapevamo, per motivi diversi, sia per la Lazio che per la Fiorentina. Vedendo anche il primo tempo della gara, la Lazio credo che meritasse assolutamente il vantaggio e soprattutto di vincere questa partita. Poi è successo tutto quello che è successo. Insomma, è salito in cattedra l'arbitro e ha rovinato la partita. Questa è la realtà. Qualche errore nostro c'è stato, parlando di campo e di calcio, però, credo che l'arbitro abbia veramente compromesso la prestazione della Lazio e il risultato della Lazio per tutto quello che è successo. Ma per tutto quello che sta succedendo da parte degli arbitri nei confronti della Lazio. Ha veramente penalizzato molto, devo dire. Già si partiva con un'annata difficile, poi con gli arbitri è ancora peggio.
Un tema emerso in queste ultime settimane è chiaramente la situazione legata ai torti arbitrali, diventata sempre più pesante nell’ambiente laziale. Che idea si è fatto a riguardo? E soprattutto in merito a quelli subiti contro la Viola?
La Lazio è stata veramente penalizzata. Adesso, io so che sembra strano dire che ci sia qualcosa di personale, ma, insomma, a questo punto mi viene da pensarlo.
Mi viene da pensare alla malafede, insomma, non voglio essere ipocrita. Però sai, quando sono tre, quattro, cinque casi eclatanti, sempre dalla stessa parte, dalla stessa direzione, insomma, quindi qualche pensierino strano ti viene. Al di là, poi, dei limiti degli arbitri, perché io continuo a dire che sono scarsi, sono veramente scarsi. Però, c'è qualcos'altro, perché non è possibile. Non è possibile sempre nella stessa direzione, onestamente. La Lazio con tutte le difficoltà che ha avuto quest'anno, dall'inizio dell'anno, dal mercato bloccato a tutte le grandi difficoltà, il lavoro di Sarri era stato fatto anche bene. Se andiamo a vedere i torti arbitrari, la Lazio poteva avere cinque o sei punti in più. Eri lì, vicino alla zona Europa. Quindi è un peccato. Poi, adesso, mettiamoci anche la partenza di Castellanos e di Guendouzi, il mercato, i giocatori che stanno arrivando e che sono arrivati. È ancora tutto un cantiere aperto. Io mi auguro che Sarri possa lavorare al meglio e cercare di portare in porto questa barca nel miglior modo possibile.
Un’altra tematica preponderante in casa Lazio, è chiaramente il mercato, finalmente aperto, come pensa che la Lazio si stia muovendo in questi primi giorni di gennaio sulle operazioni in entrata e in uscita? Si aspettava l’addio di Castellanos e Guendouzi, oppure sono state delle sorprese?
No, non me le aspettavo assolutamente. Poi, da quello che leggo e da quello che ho sentito, pare che questi due calciatori avevano chiesto già di andare via. È chiaro che poi malvolentieri non si tiene nessuno. Però ecco, diciamo, due partenze pesanti. Così a bocce ferme io non avrei ceduto nessuno e avrei preso qualche altro giocatore per rinforzare la squadra.
Sul fronte degli acquisti: come valuta l’arrivo di Ratkov e Taylor?
Adesso bisognerà vedere con questi nuovi arrivi. Io non conosco bene Ratkov, non lo conosco, conosco un pochino il centrocampista olandese, Taylor, che mi dicono è un buon giocatore, ha qualità e quindi sicuramente è un acquisto buono di prospettiva, soprattutto perché poi è anche giovane, quindi va bene. Per quanto riguarda Ratkov, qualcun altro dovrebbe arrivare, non li conosco, quindi non mi posso pronunciare. Certo è che aver perso Guendouzi e Castellanos è pesante. E speriamo in quello che riuscirà a fare Sarri. Insomma, io ho molto fiducia in Sarri, molto ma molto meno nella società, che non stimo. Quindi mi auguro che Sarri riesca a lavorare al meglio.
Sulla cessione di Castellanos la Lazio avrebbe potuto permettersi di non sostituirlo immediatamente?
Bisognava avere il cambio pronto, quello che non è successo. Proprio per questo non ho stima di questa società o per chi lavora per questa società. È brutto dirlo, mi dispiace dirlo, ma è la realtà, è la verità. Speriamo che Sarri riesca a lavorare al meglio, a tirare fuori il massimo da ogni singolo giocatore che ha a disposizione, anche dai nuovi, anche se ci vorrà del tempo per lavorarci. Però insomma è un lavorone duro da parte di Sarri, però ho grandissima stima in lui. Quindi spero che possa fare un girone di ritorno all'altezza della nostra tifoseria.
Con la gara contro la Fiorentina è iniziato il giro di boa: quale bilancio si può tracciare sul girone d'andata?
Con mille difficoltà è iniziata la stagione: con il mercato bloccato, con tanti infortuni, perché ci sono stati veramente tanti infortunati, addirittura volte 7-8 giocatori per problemi muscolari più o meno. E quindi grandi difficoltà. Poi mettiamoci tutti i torti arbitrali, quindi insomma non è iniziato benissimo questo girone di andata. Io credo che Sarri abbia fatto un buon lavoro con la squadra, lavorando anche i giocatori che erano un po' da parte. Vedi Basic, vedi anche altri: sono riusciti a tirare fuori il meglio. Poi se ci mettiamo i torti arbitrali, poteva andare ancora meglio questo girone di andata. Come dicevamo prima, magari avere 4-5-6 punti in più, che avrebbe significato molto a livello di classifica. Mi auguro che questo girone di ritorno possa iniziare nel miglior modo possibile.
Proprio contro il Verona all'andata, la Lazio ha collezionato una netta vittoria. Pensa che anche in trasferta la Lazio possa dire la propria, oppure potrebbe trovare un Verona che ultimamente ha messo in difficoltà le grandi del campionato?
Logicamente mi aspetto una Lazio che possa andare a Verona e portare a caso un risultato importante, una vittoria importante. Anche se non sarà facile, io conosco bene quella piazza, sono anche molto affezionato a Verona e al Verona. Logicamente sono stato quattro anni benissimo lì e so che sono sempre partite difficili per gli avversari giocare a Verona. Abbiamo visto anche nell'ultima gara con il Napoli, addirittura era in vantaggio per 2-0. Poi alla fine è riuscito a pareggiarla, può mettere in difficoltà chiunque il Verona. Anche questo campionato ci ha insegnato che non ci sono partite facili, devi andare sempre a combattere la gara. Però sulla carta, anche se sulla carta ci fai poco, la Lazio è più forte del Verona. Mi aspetto una gara gagliarda, è chiaro, si fa fatica non vedere Zaccagni perché è il giocatore su cui si fa molto affidamento, proprio a livello caratteriale. Però speriamo anche adesso sul rientro di Noslin, di Marusic, anche se non ci saranno Zaccagni e Bacic, però speriamo di portare a casa il risultato.
La Lazio ha compiuto 126 anni: un pensiero su questo importante traguardo?
Il nostro senso di appartenenza è incredibile, lo abbiamo da quando siamo piccoli e ce lo porteremo sempre per tutta la vita, a prescindere da chi ci sarà a governare la società, il nostro senso di appartenenza ce lo portiamo dentro.
Passa tutto, i giocatori passano, gli allenatori, i presidenti, i dirigenti, ma noi rimaniamo sempre, il popolo laziale rimane sempre. E questo senso di appartenenza non ce lo porterà via nessuno, è talmente grande che fa parte di noi. Io proprio confido nella nostra grande tifoseria, al nostro grande popolo che ogni domenica è lì a tifare, a sostenere la squadra, a qualsiasi costo, con qualsiasi risultato, anche negativo. Questa è la forza della Lazio, questa è la nostra forza.









