Photo by Marco Luzzani/Getty Images via Onefootball
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Intervenuto in conferenza stampa da Coverciano, il commissario tecnico azzurro, Rino Gattuso, ha parlato a pochi giorni dalla sfida decisiva contro l'Irlanda del Nord, valida per gli spareggi. 

Il prossimo 26 marzo gli Azzurri scenderanno in campo per un match cruciale in ottica qualificazione ai Mondiali di giugno: dopo due mancate partecipazioni, l'Italia ha solo un obiettivo: la qualificazione per tornare a competere sul palcoscenico mondiale.

Gattuso in conferenza

Il mio obiettivo è giocare la partita, senza cercare alibi negli infortuni. Se non è stato fatto quello che volevamo fare vuol dire che le condizioni non lo permettevano. Gli infortuni colpiscono anche gli altri, ci può stare, siamo alla 30esima giornata di campionato. Sceglieremo chi sta meglio e scenderemo in campo. Non abbiamo tempo per pensare ad altro. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma ora sta a noi. Non ha senso pensare se si poteva fare qualcosa in più, ora bisogna pensare alla partita di giovedì. Non dobbiamo guardare ai Mondiali e agli Europei vinti, l'unica priorità è la partita di giovedì e le persone che ci sono attorno.

Su Bastoni

Bastoni? Tutti conoscono il problema che ha avuto: bisogna ringraziarlo per la disponibilità. È a Coverciano a seguire le cure, deve continuare a lavorare e curarsi bene, speriamo di poterlo recuperare. Chapeau a lui per la professionalità dimostrata. Durante le cene non abbiamo parlato di tattica, le scelte che sono state fatte miravano a creare un rapporto con i giocatori. Tante convocazioni, che meritavano di essere qua, come Zaniolo, Bernardeschi, Fagioli, Orsolini e altri, ma la scelta di puntare sul gruppo è stata determinante. Ho cercato di crearlo e sono felice, spero con tutto il cuore di riuscire a raggiungere l'obiettivo. Questo gruppo, per l'impegno e l'attaccamento dimostrato, si merita una gioia. 

Continua il CT

Dobbiamo concentrarsi su quello che abbiamo di fronte, dobbiamo alleggerire i ragazzi. Dobbiamo preparare le gare consapevoli delle difficoltà. Contro la Norvegia a San Siro abbiamo disputato un grande primo tempo, ma alla prima difficoltà siamo andati sotto. Dobbiamo imparare a tenere botta, gli eventi possono accadere, ma dipende da come lo vivi e lo gestisci. Dobbiamo essere bravi su questo aspetto. Oggi pensiamo a questa grande opportunità che abbiamo. 

Sugli infortuni

Molti giocatori avevano piccoli problemi, ma il loro obiettivo era solo la Nazionale. Quando ci sono problemi alcuni giocatori preferiscono rimanere al club, ma oggi vedo un grandissimo attaccamento, lo percepisco chiaramente. Nella vita bisogna anche essere corretti, valutando le condizioni e i possibili miglioramenti. Non possiamo di rischiare di perdere un giocatore e creare dei danni. Lo staff medico è molto preparato e all'avanguardia. Le decisioni verranno preso nel modo più corretto.

Scamacca ha un problema all'adduttore e lo stiamo valutando giorno dopo giorno, come Bastoni. Tonali lavorerà a basso carico e speriamo di averlo domani a disposizione. Mancini ha un affaticamento, senza problemi a livello strumentale. Calafiori ieri ha sentito un piccolo dolore ma pensiamo di riaverlo disponibile. Chiesa si è presentato ieri alla convocazione, ma a livello fisico aveva qualche problema e abbiamo deciso che fosse meglio per entrambe le parti non farlo rimanere.

Sulla partita

Dobbiamo affrontare la partita con grande voglia, ma anche con lucidità, sapendo riconoscere il pericolo. Da quando sono qui, il problema principale è sempre quello di annusare il pericolo, sarà necessario avere rispetto dell'avversario, che corre tantissimo. Forse a livello qualitativo non è una grandissima acqua, ma sui calci piazzati sono pericolosi e giocano con grande cuore.

Riguardo a Barella

Volevo affrontare queste partite con le mie certezze, in questi 7 mesi questo gruppo me le ha confermate. Sono consapevole che alcuni giocatori hanno reso al massimo, le scelte sono state fatte in buona fede. Ho grande fiducia nei convocati. Dimarco ha dei numeri incredibili. Parlo quotidianamente con Barella, il suo rendimento ha alzato le aspettative della gente, ma lui risponde sempre con grande impegno. Mi aspetto che metta grande voglia, che non è mai mancata. È normale che quando gioca al di sotto delle sue possibilità viene criticato, perché ha dimostrato di essere un giocatore di grande valore.

Prosegue la conferenza

Tutti i giocatori presenti sanno l'importanza di questa partita. Non serve ripeterlo ogni giorno con mille riunioni in sala video: faremo quello che dobbiamo con serenità e spensieratezza, tutti sanno cosa ci andremo a giocare. Non dobbiamo soffocarli. I nostri giocatori hanno vinto tanto, hanno giocato finali, hanno vinto l'Europeo, ne abbiamo di forti. Credo molto in loro, abbiamo qualità, ci vuole convinzione. Ci sono alcuni di loro abituati a questo tipo di partite. 

Esposito e Palestra? Non penso al fatto che siano giovani: se uno è forte è forte. Bisogna però anche valutare che tipo di partita andiamo a giocare, l'esperienza e le condizioni degli altri giocatori. Nel calcio moderno chi parte da titolare è importante tanto quanto chi entra a gara in corso.

Riguardo la scelta dello stadio

Bergamo? L'ho scelto io, ringrazio il presidente e Buffon che me l'hanno permesso. A San Siro dopo 10 minuti inizia a sentire i primi fischi. A Bergamo per come ci hanno fatto sentire alla mia prima partita, ci hanno applaudito a fine primo tempo sullo 0-0. Giochiamo in catino, speriamo di non aver toppato. Io per questa partita mi sono allenato. Bisogna trasmettere positività, io in questi mesi ci ho lavorato per arrivare in queste condizioni qua. Innegabile che la tensione c'è, solo un senza sangue non può avvertirla. Ma dobbiamo essere bravi a trasmettere positività. L'obiettivo è giovedì, tutte le foto qui sono il passato. Abbiamo una grande occasione e speriamo di raggiungerla. Su 300 gare in Serie A, ne abbiamo guardate 295 di Serie A, 15 Coppa Italia, poi la Supercoppa Italiana e tutti i campionati esteri e le coppe europee. È un lavoro faticoso ma divertente, siamo sempre stati presenti, anche grazie alla federazione che ci ha dato questa possibilità. Potevamo fare qualcosa in più, ma pazienza, accettiamo quello che abbiamo avuto. Giovedì ci andiamo a giocare quello che ci meritiamo.

Voglio fare i complimenti a tutte le discipline che portano l'Italia in cima al mondo. Ci sono i cicli, c'era il periodo dove vincevamo nel calcio e nel tennis no, ora è il contrario. Quando vedo che vinciamo in altre discipline mi gasa, mi sento orgoglioso. In questo momento la nostra storia dice che stiamo facendo fatica, ma abbiamo questa grande possibilità di centrare l'obiettivo. Ma non c'è gelosia, solo grande orgoglio di essere italiano.

Sulla mancanza del gol in campionato

Dipende da come si gioca in Italia, all'estero non difendono come difendiamo noi. Per come si tiene il campo, la metodologia a livello tattico, all'estero c'è qualcosa di diverso.

Su Locatelli e la decisione di Chiesa

Locatelli sta lavorando molto bene, lui e la Juve, squadra quadrata dove Luciano ha fatto un grande lavoro. Locatelli l'ho trovato bene, è cresciuto, sta giocando con grande qualità fisiche e tecniche. Il rigore sbagliato ci sta, ci rimani male ma è normale. Si è ritrovato, ha grande fiducia e può darci una mano.

Perché Mancini e Bastoni sono rimasti e Chiesa no? Le teste dei giocatori non sono tutti uguali. Quando sento che è titubante devo fare una scelte, l'abbiamo deciso insieme, non se la sentiva ed è tornata a casa. Io devo accettarlo, posso convincerli per un po', ma poi nella vita i rapporti sono importanti. Da quando faccio questo mestiere non avendo grandi conoscenze a livello medico, se una persona non sta bene non devo insistere. Se poi ci lascia un ginocchio come può guardarmi il calciatore. Non insisto ed è giusto che torni a casa.

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