Lazio–Genoa, la notte della protesta
Stadio vuoto e contestazione contro la società

Una partita diversa dalle altre
Lazio–Genoa non sarà una gara come le altre. Il clima che circonda la sfida è segnato dalla forte delusione dei tifosi, esasperati da una sessione di mercato che, secondo molti, ha inciso persino più negativamente rispetto al blocco estivo. Stanchi e disillusi, i sostenitori biancocelesti hanno deciso di protestare nel modo più evidente: lasciando l’Olimpico deserto.
I numeri della contestazione
Come riportato dal Corriere dello Sport, fino alla giornata di ieri erano stati venduti appena 2.300 biglietti. Resta ora da capire quanti dei 29.918 abbonati sceglieranno di entrare allo stadio e quanti, invece, aderiranno alla protesta radunandosi a Ponte Milvio. Quella di questa sera si preannuncia come una delle contestazioni più imponenti degli ultimi anni, dopo le manifestazioni del 2014: l’Olimpico gremito contro il Sassuolo per gridare “Libera la Lazio” e lo stadio completamente vuoto in occasione di Lazio–Atalanta.
Sarri sempre più solo
In panchina ci sarà un Maurizio Sarri apparso sempre più isolato, chiamato a dare un senso a una stagione che fin qui ne ha avuto ben poco. Dopo aver riportato entusiasmo e pubblico sugli spalti negli ultimi anni, culminati con la qualificazione in Champions nel 2023, l’allenatore toscano si ritroverà nuovamente davanti a un Olimpico spettrale, simbolo di una frattura profonda tra società e tifoseria.









