Premio Letterario Vesta, vince Flavia Restivo con “Gli Svedesi lo fanno meglio”
“Gli svedesi lo fanno meglio”. È questo il titolo del libro con cui Flavia Restivo, giovane scrittrice romana, ha ricevuto il Premio Letterario Vesta, arrivato alla IV edizione. Il riconoscimento, rivolto ai giovani scrittori esordienti del Lazio, le è stato assegnato in occasione della cerimonia conclusiva andata in scena a Palazzo Valentini. Il libro, edito da Rizzoli, si traduce in un’indagine lucida sull’importanza dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, che riconosce nel sentimento e nella conoscenza strumenti decisivi di crescita individuale e sociale. La giuria ha definito la sua opera “capace di trasformare il sapere in un motore di consapevolezza collettiva”. La vincitrice riceverà una borsa di studio, da Carriere.it e Carriere.ai, per corsi dedicati ad automazioni creative, utilizzo di ChatGPT e applicazioni dell’intelligenza artificiale nella scrittura e nel business.
“Abbiamo voluto offrirle la possibilità di imparare a guidare il cambiamento, non a subirlo. Nel dialogo tra memoria e innovazione, la cultura deve includere, riconoscere e dare spazio a tutte le voci”, ha dichiarato Sara Matteucci durante la serata. Il Premio, ideato e diretto da Sara Matteucci e patrocinato dall’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale, ha riservato alcune Menzioni Speciali: “Orizzonti dell’essere” per un’opera che racconta la crescita, la ricerca di sé e la forza trasformativa del femminile, è andato a Elisa Fiorentino, con il romanzo Portami a vedere il cielo (Bookabook); “Visioni e identità”, come riconoscimento a un testo che riflette sulle relazioni e sull’identità attraverso una scrittura simbolica e visionaria, è stato consegnato a Giacomo D’Ambrosio per Il ladro di chimere (Ensemble); la Menzione “Consapevolezza e relazioni” è stata assegnata a Stefania Antonelli per Attenti che morde, una raccolta di poesie che esplora, con profondità psicologica, il vissuto materno contemporaneo, restituendo voce tanto alla fragilità quanto alla rinascita; e infine, la Menzione “Il ponte della conoscenza” è stata conferita a Riccardo Azzali per “L’Accademia delle grandi domande” (Mondadori), un lavoro capace di intrecciare saperi e linguaggi diversi in un dialogo vivo e necessario. L’edizione 2025 del Premio Letterario Vesta ha confermato la sua identità di laboratorio vivo di confronto tra giovani scrittori e le trasformazioni culturali del presente.









