Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images via onefootball
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Gianpaolo Calvarese ha analizzato la gestione arbitrale del direttore di gara Marco Guida nel corso della gara Hellas Verona-Lazio, specialmente per quanto riguarda il rigore non dato per fuorigioco sul contatto Provedel-Valentini.

L'analisi di Calvarese 

Il contatto tra Provedel e Valentini in Verona-Lazio era da calcio di rigore? Facciamo un po' di chiarezza dal punto di vista tecnico e procedurale, un episodio secondo me tanto difficile dal campo quanto facile dal monitor. Guardando live, infatti, non è chiaro se sul pallone arrivi Provedel o Valentini ed è questo l'elemento dirimente, poi andiamo in TV, guardiamo i replay e si nota chiaramente che il pallone viene giocato prima da Valentini con Provedel che colpisce il calciatore scagliero con un pugno sulla scarpa e poi lo travolge. Per me, quindi questo contatto è falloso. Ma allora perché non è stato assegnato il penalty? Per un fuorigioco precedente? Direi di no e vi dico con certezza che per il VAR questo contatto non è da calcio di rigore, altrimenti la procedura è chiarissima, deve richiamare all'on field review l'arbitro, mostrargli prima il contatto falloso e poi tornare indietro e fargli vedere che c'era un fuorigioco prima nella fase di attacco. A quel punto, si dovrebbe riprendere con un calcio di punizione indiretto per fuorigioco e invece, se andiamo a vedere subito dopo le proteste che seguono il contatto, il gioco riprende con un calcio di rinvio e l'arbitro non alza il braccio per segnalare il calcio di punizione indiretto. Detto questo, al netto degli errori di valutazione, effettivamente il fuorigioco c'era da parte del difensore argentino Valentini e quindi il rigore comunque non avrebbe dovuto essere assegnato.

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