Malagò: “Galliani? Non mi sentirete mai spendere parole non positive su di lui”
Le dichiarazioni del commissario straordinario tra la corsa alla Federcalcio e i retroscena sulle grandi scelte del passato

Giovanni Malagò, commissario e candidato alla presidenza FIGC, traccia il bilancio delle sfide del calcio italiano in alcune dichiarazioni riportate dall'ANSA, spaziando dalla sua candidatura e il rapporto con Galliani fino alle scelte sul commissariamento e le Olimpiadi.
La candidatura e il rapporto con Galliani
Ho portato la candidatura perché mi sembrava doveroso dopo essere stato eletto il 22 giugno con una maggioranza importante e le tante vicende che sono successe tra pantouflage, tesseramento e dopo aver difeso l'autonomia del calcio. Galliani? Non posso che rispettarlo e stimarlo, quello che ci differenzia non è un tema anagrafico, non mi sentirete mai spendere parole non positive su di lui. Sicuramente è molto focalizzato sul mondo del calcio, io cerco di portare innovazioni e coraggio che vengono anche da altri mondi all'interno del calcio che penso di conoscere bene.
Il commissariamento della FIGC e il passato olimpico
Se fossimo andati al voto in quella Giunta ne saremmo usciti tutti sconfitti. Quella è stata una soluzione che non so dirvi se la migliore, ma sicuramente la meno peggio. Non mi brucia, ma è come se avessi una ferita che si è cicatrizzata. Fu una scelta scellerata che portò a dei disastri a chi l'ha presa in termini politico-elettorali, però dopo sei mesi ci ritrovammo a occuparci di Milano Cortina. Latina fu fortemente penalizzata da quella decisione. Avremmo vinto e avremmo coinvolto questa zona come abbiamo fatto con tanti territori per Milano.





