Esclusiva| Marcolin: "Protesta? Atto d'amore. Cagliari? Regala pochi spazi, la Lazio deve..."
Il doppio ex Dario Marcolin ha rilasciato un'intervista ai microfoni di LazioPress in vista dell'incontro Cagliari-Lazio, in programma stasera alle 20:45

L'intervista a Dario Marcolin
Con la Lazio hai un lungo e importante Palmarès, quale momento ti è rimasto impresso nel cuore?

Il primo anno che sono arrivato, nel 1992, per me era tutta novità, era tutta una grande squadra, c'era Beppe Signori, c'era Gascoigne, c'era Winter. Quell'anno lì mi è rimasto impresso perché mi dava l'idea di essere passato da un calcio normale, che era quello della Cremonese, a un calcio vero. Poi c'è stato l'anno dello Scudetto, il 2000, dove c'era una rosa di 31 giocatori e tutti campioni. Era il senso compiuto della Lazio di Cragnotti, cioè la punta dell'iceberg della qualità della squadra nell'anno dello Scudetto con Eriksson.
Quanto ti aiuta nel tuo ruolo di commentatore aver vissuto spogliatoi così importanti e vincenti come quelli di Lazio e Cagliari?

Mi aiuta tanto perché sai già cosa pensano i giocatori e l'allenatore, qual è la reazione e l'esperienza che può mettere in campo quel livello di spogliatoio, nel senso che c'è un sempre un leader, un esempio da seguire. Per esempio, al Milan c'è Modric che ha 40 anni e 5 mesi ma per tutti i giocatori che sono lì è un esempio di professionalità, è l'esempio da seguire. Lazio e Cagliari avevano questi spogliatoi qua. Nel Cagliari c'era Gianfranco Matteoli e nella Lazio ce n'erano tanti, come Roberto Mancini. Per cui era un po' questo, il fatto di trovare degli spogliatoi di personalità.
Le tensioni tra i tifosi e Lotito continuano a crescere, cosa ne pensi della protesta? Pensi che sarebbe stato meglio iniziarla a partire dalla prossima stagione, visti i numerosi abbonamenti?

Io ho fatto la telecronaca Lazio-Atalanta, l'altro giorno c'erano 5.000 persone. È triste vedere lo stadio così. La protesta è per qualcosa che non è stato mantenuto. Sono proteste d'amore quelle che fanno i tifosi, lo dice anche Sarri, perché, essendo troppo innamorati del mondo Lazio, si vorrebbe sempre vedere questa squadra a un certo livello. Non sono riusciti certi incastri che voleva la società e il tifo ha reagito così. Per troppo amore, secondo me, è venuta fuori questa spaccatura, che non è con la squadra, bensì col mondo Lazio. Fortunatamente non ha penalizzato la squadra perché con il Genoa hanno vinto 3-2. È vero, la Lazio con l'Atalanta ha perso, però la prestazione è stata fatta. Anche la squadra su questa divisione si è responsabilizzata ancora di più.
Continua nella pagina successiva









