Fraioli
Fraioli

Torna a parlare il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina. Quest'ultimo è stato ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La 7. Tanti gli argomenti toccati dall'ex presidente della Figc. Non potevano mancare delle dichiarazioni sulle sue ipotetiche responsabilità legate al fallimento della nazionale italiana. Tra i tanti temi toccati, Gravina, ha parlato anche di Claudio Lotito, presidente della Lazio

La nazionale e le sue dimissioni

Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta. È stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare al Mondiale e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno. È stato giusto dimettersi, un gesto d'amore e di responsabilità. Non sono propenso a subire pressioni, ragiono con la mia testa e la mia lucidità, e questo è stato un atto di responsabilità verso la Federazione. Erano in atto isterie istituzionali di ogni genere, era bene non sovraesporre la Figc. E ho sentito falsità, tante falsità.

Le parole di Gravina su Lotito

Vi sembra normale che partecipi alla Commissione cultura del Senato un soggetto che è presidente della Lazio, che è stato per vent'anni nel Consiglio federale prima di essere sconfitto due anni fa e che ora parla di disastro? C'è conflitto di interessi. Sento parlare di modifica della legge 91/1981 che è stata abrogata e di 'vincolo sportivo', che questo governo ha tolto. C'è qualcosa che non torna. Chiediamo rispetto per il calcio. Io forse ho sbagliato i tempi, a volte bisogna avere il coraggio di fare riforme impopolari, all'interno e all'esterno del calcio, come per il diritto d'intesa, che si potrebbe cambiare con un principio informatore.

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