Lazio, Formello diventa un bunker: porte chiuse e silenzio sugli infortuni
Sabato test con la Juve Stabia senza pubblico. Nessun report medico su Cataldi, Marusic, Dele-Bashiru e Rovella.

La Lazio blinda ancora Formello. Anche l’amichevole di sabato alle 15 contro la Juve Stabia, secondo test di questa lunga pausa di campionato, verrà disputata a porte chiuse. Una scelta che prosegue la linea adottata dal club biancoceleste durante l’estate.
A rendere ancora più particolare la situazione c’è il silenzio sulle condizioni degli infortunati. Non vengono infatti diffusi report medici ufficiali destinati a giornalisti e, soprattutto, ai tifosi. L’ultimo caso riguarda Danilo Cataldi, ma restano da monitorare anche Marusic, Dele-Bashiru e Rovella.
Secondo quanto riportato da Il Tempo, attorno a Formello si respira così un clima sempre più chiuso, tanto sul fronte degli allenamenti quanto su quello della comunicazione.
Lazio-Juve Stabia a porte chiuse: Formello resta blindata
Durante l’estate la Lazio, contrariamente a quanto inizialmente annunciato, aveva disputato a porte chiuse tutte le amichevoli organizzate nel centro sportivo di Formello.
La società aveva fornito una spiegazione precisa: «Sul campo centrale è in corso la rizollatura e gli altri non hanno tribune e strutture adeguate per far entrare il pubblico».
Era stato uno dei pochi momenti nei quali il club aveva provato a spiegare pubblicamente la propria posizione. Il Tempo richiama invece la nota diffusa a fine gennaio, giudicandola duramente e ritenendola uno degli elementi che avrebbero ulteriormente accentuato le divisioni con una parte della tifoseria e contribuito alla progressiva desertificazione dello stadio Olimpico.
Anche per sabato la linea non cambierà. Poche parole per comunicare che il test delle ore 15 contro la Juve Stabia si giocherà senza pubblico, esattamente come i precedenti.
L’unica eccezione recente è stata rappresentata dall’ingresso dei tifosi prima di Lazio-Milan, iniziativa che il quotidiano considera comunque insufficiente.
La conseguenza è una squadra sempre più distante dalla propria gente e anche dai bambini che vorrebbero avvicinare i calciatori per chiedere un autografo.
Sul fronte del tifo organizzato, intanto, la protesta prosegue senza cambiamenti. I gruppi hanno ribadito la volontà di non arretrare di un metro.
L’11 ottobre alle ore 15, in occasione della partita contro il Monza, nonostante il primo posto della Lazio, l’obiettivo sarà provare ad arrivare a quota 10.000 spettatori. Un traguardo accompagnato, secondo il quotidiano, da tanta speranza e poche certezze.
Il quadro descritto è quello di una società caratterizzata da misteri e silenzi, con scelte considerate difficili da comprendere e con l’incapacità, secondo la lettura proposta dal giornale, di sfruttare anche sul piano dell’entusiasmo le vittorie ottenute dai biancocelesti in questo avvio di campionato.
Infortuni Lazio, da Cataldi a Rovella: manca il report medico
A rendere ancora più evidente questa linea comunicativa è l’assenza di report medici ufficiali sulle condizioni dei giocatori.
Non arrivano aggiornamenti destinati ai giornalisti e, soprattutto, ai tifosi sugli elementi attualmente indisponibili.
Cataldi rappresenta l’ultimo caso. Il centrocampista si è operato all’inizio di giugno ed era stato indicato in recupero, prima di accusare un problema muscolare alla vigilia dell’amichevole di domenica contro l’Arezzo.
Problemi che possono verificarsi, ma Il Tempo sottolinea come la gestione della sua pubalgia possa alimentare qualche interrogativo, soprattutto considerando la lunghissima assenza.
Situazione simile per Marusic, Dele-Bashiru e Rovella, indisponibili da oltre un mese e assenti anche nell’ultimo test. I tre sarebbero vicini al rientro.
Il quotidiano si sofferma inoltre sull’organizzazione dello staff medico della Lazio, recentemente modificato con il professor Rodia sostituito dal professor Francesco Franceschi. Secondo l’analisi proposta, continuerebbero a emergere alcune problematiche, attribuite soprattutto alla mancanza di investimenti da parte della società.
Resta inoltre aperto il nodo della clinica privata.
Finora il club è stato costretto a spostare i calciatori alla Pretmedica, nella zona del Torrino a Roma Sud, per effettuare gli esami strumentali. Una soluzione non particolarmente comoda rispetto alla posizione del centro sportivo di Formello.
Non ci sono più Paideia o Villa Mafalda come riferimenti e la ricerca di una struttura continua. L’ipotesi di utilizzare l’ospedale Villa San Pietro, infatti, non sembrerebbe praticabile.
Rimane così, secondo Il Tempo, una situazione avvolta nel silenzio. Una linea comunicativa che sarebbe stata decisa dall’alto e che, nella lettura del quotidiano, sta contribuendo ad aumentare ulteriormente la distanza tra la Lazio e il suo popolo.





