Photo by Michael Regan/Getty Images via Onefootball
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L'attaccante esterno della Lazio Under 17 di Christian Ledesma ha deciso di rappresentare la Serbia a livelli internazionali. Figlio di Matteo e nipote di Marco, Gianfilippo è un altro baby talento a scegliere una bandiera straniera dopo Buffon jr, grazie al legame viscerale della madre Maura Soldati con la cultura balcanica. 

Addio Italia

Il più giovane della dinastia Materazzi, in scadenza di contratto con la Lazio il prossimo giugno e già nel mirino delle big italiane, tra cui Juventus e Milan, è stato convocato dalla Federazione serba per la rappresentativa Under17, dopo aver atteso la chiamata dell'Italia Under17 di Franceschini mai arrivata.

Il comunicato della Serbia

Il Centro sportivo della Federazione calcistica serba di Stara Pazova ha accolto un nuovo ospite, il giovane Gianfilippo Materazzi, membro di una famosa famiglia di calciatori, che, guidato dalle origini della madre e dai forti legami familiari con la Serbia, ha preso la decisione di giocare in futuro per la nostra nazionale.

L'intervista di Materazzi Jr. ai microfoni ufficiali della Federazione serba

Quando ho ricevuto la chiamata, ero sicuramente emozionato e molto felice. La Serbia è una delle nazionali più forti e il solo pensiero di poter giocare con la maglia serba mi rende estremamente felice. 

Influenza della famiglia sulla scelta? Hanno avuto molta influenza. Mia madre, mia nonna, mia bisnonna... mi hanno raccontato tutte le storie più belle sulla Serbia, mi hanno insegnato la lingua, le canzoni, le tradizioni. Venivamo spesso a Belgrado e questo ha sicuramente avuto una grande influenza sulla mia decisione.

La Federazione ha chiamato mio padre, io non ne sapevo nulla. Hanno parlato con mio padre e gli hanno detto che la Serbia era interessata. Quando mio padre mi ha raccontato i dettagli della conversazione, ero felicissimo. Ho informato i miei amici e abbiamo festeggiato la bella notizia.

Se vedo Milinkovic come un modello? Oltre a essere il mio modello calcistico, Sergej è anche un grande calciatore. Quando giocava nella Lazio, eravamo vicini di casa e ho avuto il piacere di vederlo spesso di persona. Mi piace la sua eleganza quando ha la palla e la sicurezza con cui controlla il gioco.


 

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