In soli sei mesi Romulo è riuscito ad innamorarsi della Lazio ed a rimanere nei cuori dei tifosi biancocelesti. L'attuale calciatore del Cruzeiro, classe 1987, con la maglia della Lazio ha vinto anche un trofeo, la Coppa Italia nella stagione 2018/2019. In una intervista rilasciata ai microfoni di RomaToday.it, Romulo è stato chiaro: il suo obiettivo è tornare alla Lazio da giocatore o da allenatore, non fa differenza: "Tornare alla Lazio è un mio obiettivo. Da calciatore o allenatore? Fisicamente sono pronto, ma se da calciatore non sarà possibile mi piacerebbe tornare da allenatore magari iniziando dalla Primavera per poi passare alla prima squadra. Ho il patentino Uefa. Non ho voluto fare come tanti miei colleghi che smettono di giocare e poi fanno i corsi. Io studio, mi preparo già da adesso. Poi il fatto di aver giocato in Europa e in Sudamerica ti dà qualcosa in più, capisci più dinamiche".

Romulo poi si è soffermato anche sulla Lazio attuale, dal cambio in panchina da Inzaghi a Sarri, dal campionato che sta facendo fino ad ora, agli obiettivi: "Sono due allenatori completamente diversi. Inzaghi, che mi piace tanto, usa il 3-5-2 quindi difesa a tre, classico lavoro degli attaccanti uno incontro e uno in profondità. Con questo modulo ha vinto trofei importanti nonostante non avesse un rosa come quella di Napoli, Inter, Juve, Milan. Certamente aveva campioni come Immobile e Milinkovic-Savic ma si vedeva molto il suo ottimo lavoro. Il suo modo di allenare è più facile da imparare per i calciatori. Con Sarri è tutto diverso. Gioca con la difesa a 4, a zona e quindi i movimenti sono coordinati, codificati e devi stare attento perché è difficile. Non so se il suo metodo è più o meno efficace rispetto a quello di Inzaghi, però il suo gioco è bello da vedere. Linea altissima, si guarda sempre verso la palla, tanto possesso palla. Mi piace.

Sarri è un ottimo allenatore, la rosa è forte sono stupito di questa posizione. Mi aspettavo una Lazio in lotta per la zona Champions. Mi auguro che Sarri porti il suo bel gioco e bei risultati a questa squadra che ho nel cuore. La Lazio deve assolutamente andare in Europa. Questa società deve lottare per l’Europa come minimo. Spero che tutti uniti possano raggiungere l’obiettivo".

Poi ha affrontato anche il tema calciomercato, con la sessione invernale terminata proprio quattro giorni fa: "Non saprei se si è mossa così bene. Mi aspettavo un mercato più mirato perché la rosa potesse migliorare. Proprio come è successo con me quando abbiamo vinto la Coppa Italia e fatto bene in campionato".

Romulo è tornato sulla sua esperienza in biancoceleste, dal suo arrivo, all'amore del popolo laziale nei suoi confronti, per passare poi al Derby della Capitale ed al ricordo più bello con la maglia della Lazio: "Devo ringraziare tutti perché la Lazio mi è rimasta nel cuore dall’Olimpico, ai tifosi, a Formello. Ho trascorso mesi che non dimenticherò mai. Penso che i tifosi abbiano apprezzato il fatto che insieme abbiamo vinto un trofeo, che correvo tutte le partite come un matto e che ho sempre dato tutto per la maglia. Il derby? Il derby della Capitale è diverso, per tante ragioni. La prima è per le dimensioni delle squadre. Sono due squadre storiche e Roma è una delle città più antiche del mondo. Lazio e Roma sono due squadre che hanno un peso enorme in Italia ma anche fuori. Poi ci sono due tifoserie pazzesche che amano le due squadre. Durante la settimana del derby si parla solo di quello. Poi se magari una delle due sta più in basso in classifica e vince, si festeggia come la vittoria di uno scudetto. È bello. Roma è meravigliosa, ovunque guardi vedi una storia e ti immagini cosa è successo in passato. È la città più affascinate del mondo, il mondo nasce a Roma. Quando poi vedi il Colosseo, il centro storico, vedi cose uniche. Si è un po' caotica ma la gente è simpatica e si mangia bene.

Il ricordo più bello con la Lazio? A sorpresa ti dico che non è stata la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta, ma la semifinale contro il Milan. A San Siro in uno stadio pieno di milanisti abbiamo giocato una partita perfetta. Abbiamo fatto l’1 a 0 con un contropiede devastante finalizzato da Tucu (Correa, ndr) che di esterno mette la palla in rete e poi non abbiamo sofferto ma abbiamo continuato a giocare senza concedere nulla. Una partita che rimarrà nella storia".

Infine ha detto la sua anche sulla convocazione di Luiz Felipe con la Nazionale Italiana: "Luiz Felipe è uno dei difensori più forti al mondo e lo vuole anche la Nazionale brasiliana che è piena di campioni Thiago Silva, Marquinos, Eder Militao per citarne alcuni. L’Italia in questo momento ne ha pochi e Bonucci e Chiellini hanno una certa età. L’Italia ha bisogno di difensore forti e Luiz Felipe può essere il difensore della Nazionale per i prossimi 10 anni".

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