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Euro 2032

Euro 2032 rappresenta una scadenza, ma soprattutto una grande responsabilità. Non possiamo arrivare a quell'appuntamento discutendo ancora di burocrazia e procedure, quando dovremmo già parlare di opere completate e di risultati raggiunti. Il tempo dell'analisi è terminato, è il momento delle decisioni. La vera sfida consiste nel fare in modo che il 2032 lasci al Paese infrastrutture moderne, durature, capaci di generare valore nei decenni successivi e di migliorare concretamente la qualità della via dei territori che le ospiteranno. Il futuro del calcio passa inevitabilmente attraverso il futuro delle sue infrastrutture. Gli stadi devono diventare poli di aggregazione, innovazione, servizi sostenibili e sviluppo economico. Come presidente della Lazio continuerò a lavorare affinché il nostro progetto possa rappresentare un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e di collaborazione tra pubblico e privato; come legislatore continuerò a sostenere ogni iniziativa volta a rendere efficiente il sistema normativo e amministrativo che disciplina queste opere. L'Italia non ha bisogno di inventare modelli nuovi: deve semplicemente avere il coraggio di applicare quelli che in Europa funzionano già da anni. Gli investitori ci sono, i progetti ci sono, le competenze ci sono – e forse siamo fin troppo bravi in questo. Quello che serve è un sistema capace di trasformare le idee in opere, e le opere in sviluppo. Investire negli stadi significa investire nelle città, nei territori, nello sport e nella competitività dell'Italia. Questa è la sfida che abbiamo davanti, ed è una sfida che intendo continuare ad affrontare con la massima determinazione, sia come presidente della Lazio, sia come senatore della Repubblica

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