Le pagelle di Lazio-Cagliari 2-1: vittoria sofferta, Taylor e Isaksen sugli scudi, Belahyane delude
Le valutazioni dei calciatori biancocelesti in occasione della sfida in casa contro il Cagliari

Una gara difficile per la Lazio, rimasta per gran parte del primo tempo bloccata grazie al lavoro difensivo del Cagliari, bravo a negare qualsiasi tipo di inserimento ai padroni di casa. Gli ospiti sfruttano bene le ripartenze e colpiscono con la rete di Nzola, grazie all'ottimo contributo di Fadera. Isaksen trova poi il gol del pareggio e ristabilisce l'equilibro all'Olimpico.
Nel secondo tempo la Lazio risulta più propositiva, al netto anche degli cambi azzeccati dal tecnico. Sono proprio Pedraza e Pinamonti a ribaltarla: lo spagnolo in scivolata manda in porta l'ex Sassuolo che completa la rimonta. La Lazio di Gattuso vince e si porta al primo posto in classifica da sola a distanza di 16 anni. Tutti i voti dei calciatori biancocelesti contro il Cagliari.
Le pagelle di Lazio-Cagliari
Mandas - 5,5
Viene preso in controtempo sul gol di Nzola e non può farci molto.
Floriani Mussolini - 6
Cerca di partecipare alla manovra offensiva, contribuendo sempre in fase difensiva. Ottimo il recupero su Fazzini solo in area.
Sutalo - 6
Gestisce la fase difensiva con maggiore ordine e pulizia. Più attenta nella coperture e nelle letture.
Provstgaard - 5,5
Non attacca la profondità e in fase difensiva concede troppi errori evitabili, come nel caso del gol di Nzola. Nel complesso è una gara molto complessa da gestire. Dal 75' Diogo Leite 6 - Bravo in anticipo sugli attaccanti.
Nuno Tavares - 5
Una partita che finisce per limitare le sue qualità. Le sue classiche sgroppate vengono frenate dai pochi spazi a disposizione. Viene spesso chiuso, soprattutto dall'ottimo lavoro di Fadera, prima dell'infortunio. Commette tanti errori e non sembra mai davvero in partita. Prevedibile in diverse scelte. Dal 55' Pedraza 6,5 - Sua la preziosa scivolata che porta alla rete di Pinamonti.
Frattesi - 5,5
Prova a farsi vedere con qualche inserimento, ma resta una prestazione da fantasma, senza mai riuscire a incidere. Dal 55' Dele-Bashiru 6 - La sua potenza fisica crea qualche problema a Rodriguez, dà maggiore dinamismo e risulta più reattivo rispetto al compagno di reparto.
Belahyane - 5,5
Protegge male il pallone su Fadera in occasione dell'azione che porta al gol di Nzola. Non una delle sue prestazioni più brillanti: come il resto della squadra fatica a inserirsi e a lavorare sulle linee verticali, spesso chiuse dalla difesa sarda. Migliora nel secondo tempo, ma resta impreciso. Dall'80' Cataldi - sv.
Taylor - 6,5
Fa tutto lui. Vince numerosi duelli a centrocampo, recupera palloni e gestisce da solo tutta la manovra della squadra. Ottimo anche il lavoro in marcatura. Dà ordine agli errori dei compagni. È sua la triangolazione con Noslin che porta al gol di Isaksen. Prestazione di grande qualità.
Isaksen - 7,5
Prestazione di grandissima sostanza. Tecnica e tanta qualità. Si procura tanti falli, tra cui il più pesante che porta all'espulsione di Obert. Firma la rete del pareggio, la quarta in cinque partite, a testimonianza dell'ottima forma.
Noslin - 6,5
Lavora molto tra le linee e cerca di dialogare con la squadra, nonostante gli spazi chiusi. L'intesa con Taylor è decisiva in occasione del gol di Isaksen: firma l'assist per il danese. Con l'entrata di Pinamonti si sposta sulla corsia esterna di sinistra, in cui trova maggiore libertà, al netto di qualche sbavatura.
Zaccagni - 6
La sua corsia è quella che crea maggiori pericoli, grazie soprattutto al suo contributo. Prova a dare vivacità alla manovra e nel primo tempo cerca di impensierire la difesa. Dal 55' Pinamonti 7 - Come contro il Monza, entra e segna con un colpo di testa che batte Caprile.
La pagella di Gattuso
Voto - 7
Lazio-Cagliari è stata una delle gare più difficili da quando Gattuso è in panchina. La Lazio vince dopo una partita estremamente sofferta, complicata dal lavoro difensivo dei sardi nella fase di non possesso. Indovina i cambi e soffre poco nel secondo tempo. La mentalità della sua Lazio è ciò che fa davvero la differenza: davanti alle difficoltà, la squadra si dimostra attenta e dotata di quella cattiveria agonistica che cambia il volto delle partite.





