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Il lavoro di Sarri e il paradosso difensivo

La difesa rappresenta il vero punto di forza della gestione Maurizio Sarri. Gli 11 clean sheet ottenuti in 23 partite complessive sono il frutto di un lavoro attento e meticoloso, in continuità con quanto già visto nella prima esperienza del tecnico in biancoceleste. Questa volta, però, la solidità del reparto arretrato convive con una situazione più delicata fuori dal campo. Come sottolineato dal Corriere dello Sport, tra i problemi principali c’è il futuro in bilico di alcuni pilastri della squadra, in particolare quello dei difensori centrali.

I casi Romagnoli e Gila

Alessio Romagnoli non ha mai nascosto il proprio malcontento. Il difensore è rimasto alla Lazio solo perché il mercato qatariota ha chiuso prima della definizione dell’accordo con l’Al Sadd, dopo settimane di continui ripensamenti da parte della società. Un tira e molla che ha lasciato strascichi e che rinvia l’addio alla prossima estate: Romagnoli è in scadenza nel 2027, ma la sua volontà è quella di separarsi da un club che, a suo avviso, non ha mantenuto gli impegni presi.

Alla sua situazione si aggiunge quella di Mario Gila. Anche lo spagnolo ha il contratto in scadenza nel 2027 e finora non ha mai aperto al rinnovo, sentendosi poco riconosciuto rispetto al rendimento offerto. L’ingaggio attuale, considerato basso, e la prospettiva di una cessione complicata – tra la percentuale sulla futura rivendita da riconoscere al Real Madrid e l’avvicinarsi della scadenza – rischiano di limitare fortemente i margini di manovra della Lazio. Due casi che pesano sul futuro della difesa e che pongono interrogativi importanti sulla programmazione del club.

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