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L'intervista esclusiva ad Andrea Piva

In Champions League, Napoli, Inter e Juve sono uscite prima del previsto. Crede che sia un segnale d'allarme per la Serie A? Come spiega il fatto che solo l'Atalanta riesca a mantenere certi ritmi internazionali?

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Sicuramente un segno d'allarme per la Serie A, anche perché sulla carta le avversarie di Inter e Juve erano sicuramente da portata. Il Napoli, addirittura, non è riuscito ad arrivare tra le prime 16, nonostante sia la squadra campione d'Italia in carica. È vero che ha avuto tanti problemi, tanti infortuni, però il Napoli avrebbe dovuto quantomeno qualificarsi per i play-off. È un segnale importante per la Serie A, più che altro per quel che riguarda il livello delle squadre e dimostra che c'è tanto in cui dobbiamo ancora crescere in Italia nel sistema calcio. Lo dimostrano anche i risultati della Nazionale, le due non qualificazioni consecutive al Mondiale e il rischio che anche quest'anno l'Italia lo guardi da casa.

Con l'aumento degli impegni per le varie rose, crede che la Serie A stia diventando un campionato di 'resistenza' più che di 'eccellenza'? Vale a dire, vince chi ha l'infermeria più vuota o chi ha il coraggio di sacrificare una competizione per l'altra?

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Sicuramente gli infortuni pesano perché nel calcio di adesso, in cui ci sono tante partite, non potrai dispensare per lungo tempo di giocatori importanti ed è qualcosa che ti penalizza. Qui c'è anche la bravura che esce fuori alla lunga da parte degli allenatori e dello staff nel gestire le rose che hanno a disposizione, nel riuscire anche a evitare certi infortuni muscolari lunghi ed evitare di perdere i giocatori per lungo tempo. Credo che alla fine vinca chi è più bravo a gestire tutte le situazioni
anche per quel che riguarda gli infortuni.

Quest'anno la gestione arbitrale è stata molto discussa. Pensi sia un problema di regolamento troppo rigido o manca uniformità di giudizio tra i vari direttori di gara?

Penso che i problemi siano vari. Prima di tutto riguarda il livello degli albitri, che dovrebbe crescere sicuramente. Il regolamento, il protocollo del VAR troppo rigido in alcune situazioni, certo non ha aiutato. Poi bisognerebbe dialogare di più con calciatori e allenatori, anche per quel che riguarda il regolamento, l'interpretazione, fischiare o non fischiare determinati contatti che sono leggeri. A volte vengono assegnati dei rigori per dei microcontatti che sono inevitabili nel calcio, perché il calcio è uno sport di contatto, non è la pallavolo dove le due squadre sono separate da una rete. Nel calcio i contatti sono inevitabili, rendono anche bello questo sport e dovrebbe esserci magari un dialogo maggiore anche tra le varie parti, quindi albitri, giocatori, allenatori.

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