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L'intervista esclusiva a Ignazio Oliva 

Recentemente hai preso parte al film Vita Mia che sta per uscire in tutte le sale. Hai già in mente qualche progetto per il futuro?

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Cinema - Depositphotos

Io faccio l'attore che è prevalentemente il mio lavoro da 35 anni e purtroppo su questo fronte non posso avere progetti in mente perché veniamo scelti, quindi non sono io il regista che creo o invento storie, si fanno dei provini e poi vediamo. Invece, da una decina d'anni faccio anche regia di documentari e in mente sì ho dei progetti, tra l'altro ne sto montando uno e ne ho un altro nel cassetto pronto per essere fatto. Da un punto di vista del lavoro dell'attore c'è questo film (Vita Mia) che deve uscire e poi ce n'è un altro, Italo-francese, sulla storia di Maria Pail, che era una che si chiamava Maria l'Americana ed è la storia di questa donna che era una devota di padre Pio. È un regista francese, l'abbiamo fatto a novembre, quindi fra un po' uscirà. Questo è un po' sul fronte del lavoro attore, e sul fronte lavoro regia documenti.

Un grande sostenitore del Genoa, com'è nata la tua fede per questi colori?

Photo by Simone Arveda/Getty Images via onefootball
Photo by Simone Arveda/Getty Images via onefootball

Io sono nato e cresciuto a Genova, sono nato in Inghilterra ma ci sono rimasto solo per qualche giorno, dopodiché papà genovese, mamma pugliese, ma vivevamo a Genova. In casa mia non erano molto calciofili, papà simpatizza per il Genova ma è di quelli che dicono che se vince anche la Sampdoria va bene per la città, è abbastanza sportivo. Invece io sono un super tifoso del Genoa da sempre. Mi portavano gli amici di amici e la passione per questa squadra è rimasta tale, anche se non vinciamo mai niente ma è un piacere nascere genoani.

L'anima di un vero tifoso, tanto da dirigere il documentario Coi pantaloni rossi e la maglietta blu. Cosa ti ha portato a voler dirigere quel capolavoro?

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Questo è il mio primo documentario della Liga, che risale al 2001. Era un documentario fatto su Franco Scoglio, che era un allenatore incredibile, un personaggio fantastico che ha allenato il Genoa per tanti anni ed anche la Nazionale Tunisina. L'hanno fatto vedere recentemente al Museo del Genoa e quello è stato il primissimo lavoro. Poi ne ho girati molti in Africa perché ho una piccola ONG che si occupa di bambini di strada in Kenya e Zambia e ne ho girato un altro nel carcere di Padova. Ho girato almeno una decina di documentari e mi piace molto come linguaggio, come esperienze, perché poi io sono laureato in scienze politiche, quindi a me indagare l'umano piace molto. Mi piace anche raccontare gli ultimi del mondo, che siano i bambini in strada delle nostre baraccopoli, piuttosto che persone con dei disagi. Mi piace ricordare alla società come siamo fortunati e come bisogna aiutare chi ha bisogno. Questa è un po' la mia filosofia del lavoro dei documentari.

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