Milan-Lazio, un ex biancoceleste presente a San Siro: ecco di chi si tratta
Un ex calciatore del club biancoceleste si è recato a San Siro per seguire l'incontro Milan-Lazio, ecco di chi si tratta

Le dichiarazioni di Luis Alberto a La Gazzetta dello Sport
Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili. C'è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari guarderò Milan-Lazio con lui sabato sera a San Siro. Ci ho giocato tante volte e qualche volta lì ho fatto grandi partite.
Il Comandante Maurizio Sarri
Da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi sento solo coi ragazzi del suo staff. Però gli voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti. Ho imparato tantissimo da lui, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere. Per 8 anni la Lazio è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera, ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto e un anno e mezzo fa è finita.
La stagione del covid
Quella stagione ero convinto al 100% che avremmo vinto lo Scudetto. Abbiamo giocato contro il Bologna a fine febbraio, poi il campionato si è fermato e il calcio è fatto così, cambia ogni settimana. Prima dello stop vedevo la squadra felice, in quelle settimane con uno sguardo capivi che cosa volesse fare il compagno. Il Covid ci ha distrutto. Ricordo gli infortuni di Leiva, Radu, Marusic, una squalifica di Caicedo in estate. Prima girava tutto bene, dopo ha iniziato a girare tutto male.
L'andamento del Milan
Il derby vinto è stato un grande passo avanti. C'è Modric che gestisce la palla, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, in mezzo sono forti. E davanti con Pulisic e Leao la qualità è tanta. Senza le coppe sarà più facile, anche se ci sono tante squadre in lotta
Futuro
In testa ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l'allenatore o il direttore sportivo, ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi. E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l'addio è un momento difficile. Io in Italia mi vedo solo con la Lazio. Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po', ma se chiamasse Lotito, nulla da fare.










