A poche ore dal termine ufficiale del mercato, il procuratore di Alessio Romagnoli, Enzo Raiola, ha finalmente fatto chiarezza sul trattativa con l'Al-Sadd e la posizione della Lazio, sul clima che si respira tra il giocatore e la società, e infine su alcune rivelazioni scottanti che vedono protagonista il suo assistito. 

Le dichiarazioni dell'agente di Alessio Romagnoli, Enzo Raiola, ai microfoni di Sky Sport, di seguito il suo lungo intervento.

Il procuratore a Radio Sportiva

La partita contro il Lecce era stata una gara d’addio, ma il giorno dopo Lotito ha stravolto i piani. Solo nell’ultimo giorno si è riaperta la trattativa con l’Al Sadd, che dieci giorni prima aveva avanzato un’offerta senza ricevere risposta. La Lazio ha chiesto di aumentarla, i qatarioti hanno rifiutato, e dopo un lungo tira e molla alla fine hanno accettato… ma ormai era troppo tardi. Siamo arrivati al termine senza più tempo a disposizione. La Lazio ha chiesto ad Alessio di rinunciare alle ultime tre mensilità, una pratica abituale per loro ma senza alcun senso. È assurdo trovarsi a gennaio con giocatori che non hanno ricevuto 3-4 stipendi. Chiedere a un giocatore di rinunciare ai soldi è una follia. Il rinnovo? Considerata la situazione, l’opzione si è chiusa: il contratto scade nel 2027 e vedremo questa estate cosa succederà.

Raiola a Sky Sport

Dopo il comunicato inaspettato del presidente della Lazio Lotito, stavamo portando avanti una trattativa. Quando è nata? Verso il 10 gennaio, è durata una settimana tra i colloqui con gli agenti. Successivamente, l’Al-Sadd ha inviato un’offerta ufficiale di acquisizione da parte del giocatore. La Lazio non ha mai risposto al club qatariota. Dopo le dichiarazioni del presidente non si poteva andare avanti perché c’era la volontà della Lazio di trattenerlo, non ci sono stati colloqui tra Romagnoli e la dirigenza biancoceleste. Alessio ha espresso a Sarri la volontà di voler trasferirsi in Qatar. Da circa un anno e mezzo il giocatore ha capito che non c’è un futuro alla Lazio e più di una volta mi ha raccontato che l’ultimo club italiano in cui giocherà sarà proprio quello biancoceleste. Lui ha espresso la volontà di giocare all’estero e andare in Qatar era una scelta molto interessante per poter proseguire la carriera e c’è stata questa occasione con l’Al-Sadd.

Sul possibile rinnovo

Non c’è mai stata una proposta di rinnovo già dopo il primo anno. Dopo la qualificazione in Champions aspettavamo una chiamata da parte della società perché erano state fatte delle promesse quando Alessio ha firmato il contratto, ma né io, né il ragazzo abbiamo ricevuto telefonate. Sono passati 3 anni e mezzo, penso che questa chiamata possiamo dimenticarla.

Già la scorsa estate c’erano state alcune situazioni in cui avevamo capito che la Lazio voleva privarsi di Romagnoli. Con l’arrivo di Sarri un po’ è cambiata la situazione perché l’allenatore stima tantissimo Alessio e hanno un grande rapporto. Il giocatore aveva deciso di cambiare vita e giocare da qualche altra parte. La finestra che si era aperta in Qatar ed era proprio ciò che Alessio voleva.

Il post Lecce

La settimana è poi trascorsa tra la nascita del figlio, un po’ di recupero fisico perché era reduce da un affaticamento muscolare e quindi ha saltato la partita col Genoa. Non ha partecipato al match non perché si sia impuntato contro la società, ma perché non c’erano le condizioni fisiche e non si è allenato quasi tutta la settimana. Così, arriviamo a sabato, l’ultimo giorno di mercato in Qatar.

Siamo stati contattati dalla Lazio perché volevano trovare un accordo con l’Al-Sadd. La proposta già ricevuta non era ritenuta soddisfacente. Ho detto loro che dovevano contattare direttamente il club qatariota affinché la squadra di Mancini ricevesse una risposta da parte dei biancocelesti. La Lazio ha risposto con una richiesta che lo sceicco ha ritenuto non accettabile: la proposta economica era quella e basta. C’è stata così una prima frenata da parte dell’Al-Sadd, poi una seconda sulle condizioni di pagamento, intanto il tempo scorreva, eravamo arrivati alle 20/20.30.

In quel momento Romagnoli era a casa, a Formello non c’era nessuno, non c’era il tempo materiale per proseguire e firmare il contratto. La verità è che Alessio ha sottoscritto nel contratto la rinuncia di tre stipendi, che il ragazzo sinceramente non voleva accettare. Non capiamo perché siamo a gennaio e ancora non sono stati pagati gli stipendi, è un sistema che in Italia succede frequentemente. Questo diventa un ricatto contro i giocatori, perché nel momento in cui accettano di stare sul mercato devono rinunciare agli stipendi che devono essere pagati. Anche questa condizione non abbiamo capito, dato che Alessio è stato a disposizione della squadra fino alla fine della settimana. Ormai in Qatar il mercato era finito e quindi è andata così. Sono situazioni che si aprono all’ultimo, a volte vanno bene, altre non a buon fine.

Alessio oggi era a Formello, si allena tranquillamente e continua il suo percorso con la Lazio perché resta un giocatore biancoceleste. È un professionista e lo riconoscono tutti, dunque continuerà la stagione lì. Poteva impugnare con più forza la situazione, invece ha voluto sempre cercare un rapporto, cosa che non c’è mai stata dai piani alti, la volontà di avere un rapporto. Le uniche persone con cui si è confrontato sono il direttore Fabbiani e Sarri. Vedremo cosa riserverà il futuro a Romagnoli.

Tutto può succedere. Da adesso a giugno cambieranno tanti scenari, ma comunque ci proveremo perché la volontà di Alessio è quella di continuare a giocare almeno 6/7 anni e io glielo auguro.

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