lotito floridi
Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Lazio, dalle proteste dei tifosi all’origine dell’inchiesta

Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, la situazione attuale presenterebbe però caratteristiche differenti. Le pressioni affinché Lotito venda la Lazio andrebbero avanti da almeno un paio d’anni.

Il quotidiano collega temporalmente questo clima anche al progetto del presidente relativo allo stadio Flaminio, sostenendo che da quel momento sarebbero aumentati anche gli interessi intorno alla società biancoceleste.

Nel frattempo si sono susseguiti insulti telefonici, minacce di morte e cortei di protesta. Il 14 giugno 2024, indicato come l’inizio della rivolta, furono circa 5 mila i tifosi in marcia. Il 2 luglio scorso, secondo quanto riportato dal quotidiano, il numero sarebbe salito a 20 mila.

A Roma sono inoltre comparsi manifesti funebri contenenti la frase «Al tuo funerale prosecco e caviale». Nei mesi scorsi è arrivata anche la minaccia rivolta al governo di centrodestra di votare No al referendum sulla giustizia e di non sostenere più Forza Italia.

Il governatore del Lazio Francesco Rocca, anche lui tifoso biancoceleste, ha recentemente ammesso che il tema della possibile perdita di voti esiste. Lo stesso Bisignani, durante il suo intervento al Teatro Manzoni, aveva rivolto un appello ai politici di fede laziale affinché si mobilitassero.

Nonostante i numerosi elementi della vicenda, Lotito continua però a scegliere la prudenza. Anche ieri, all’uscita dal ristorante di Palazzo Madama, subito dopo il via libera dell’Aula alla riforma elettorale, il senatore ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti: «No comment».

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, l’origine dell’attuale inchiesta risale a due anni fa. Davanti alla Giunta per le immunità, Lotito chiese l’autorizzazione di Palazzo Madama affinché la Procura di Roma e la Digos potessero acquisire i suoi tabulati telefonici.

Da quel passaggio avrebbe preso il via l’indagine.

Il racconto delle minacce ricevute dal presidente della Lazio colpì i componenti della Giunta. Il vicepresidente Manfredi Potenti, esponente della Lega e tifoso juventino, espresse la propria preoccupazione sostenendo che la situazione descritta non sembrasse riconducibile a semplici iniziative isolate o alle azioni di un gruppo di tifosi, ma desse piuttosto la percezione dell’esistenza di «una struttura ben organizzata».

Lazio, buone notizie dall’infermeria: quattro recuperi per Gattuso