Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball
Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball

Per la Lazio, il rischio di affrontare una sessione di calciomercato senza investimenti netti, come accaduto nello scorso gennaio, appare concreto. Tale scenario, secondo Il Corriere dello Sport, non riguarda solo il club biancoceleste ma coinvolge anche il Sassuolo e le neopromosse Monza e Venezia, sebbene il Venezia abbia già fatto cassa cedendo Doumbia allo Sporting Lisbona per 23 milioni più bonus.

Il limite dello 0,7

La prudenza sul mercato deriva dal parametro del costo del lavoro allargato, che monitora il rapporto tra le spese per il personale sportivo (stipendi e ammortamenti) e i ricavi generali, escludendo dal conteggio gli Under 23 in ottica Nazionale. In vista della prossima estate, la soglia di questo rapporto è scesa sotto lo 0,7: ciò significa che, per ogni 100 milioni investiti, il club deve necessariamente generare entrate per almeno 142,9 milioni di euro.

Cosa succede in caso di sforamento?

Se un club dovesse superare il limite consentito, l'azionista di maggioranza avrebbe a disposizione due soluzioni per riportare i conti in regola. Le uniche strade percorribili per ovviare al problema finanziario sono l'aumento di capitale oppure un versamento diretto ai soci per la copertura delle perdite.

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