Taylor porta il codice Ajax nella Lazio: perché la sfida di Torino lo mette alla prova
Il centrocampista collega costruzione e attacco nella squadra di Gattuso. A Torino incrocerà Koopmeiners, tra due percorsi e costi diversi.

È una cultura coltivata a De Toekomst, il centro sportivo dell'Ajax con nove campi da calcio e 140.000 metri quadrati. Secondo quanto riportato da Corriere dello Sport, Affonda le radici nello stile nato al vecchio stadio De Meer e nell'impronta lasciata da Kovacs, Michels, Cruijff e Van Gaal. Uno dei suoi simboli è l'«Amsterdamse Bluf»: l'ambizione di comandare il gioco, senza chiudersi in area per difendere un risultato.
Taylor nella Lazio di Gattuso: il collegamento tra i reparti
Nella squadra di Gattuso, Taylor interpreta il ruolo di mezzala in base alle esigenze dell'azione. Riconosce i corridoi, collega i reparti e accompagna i movimenti dei compagni. Si abbassa per partecipare alla prima uscita del pallone, poi sostiene la manovra fino alla fase offensiva. È il raccordo tra costruzione e attacco, possesso e profondità.
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Il suo modo di giocare non punta a rallentare l'azione per controllarla: Taylor ne legge i tempi. Nel 4-3-3, i suoi movimenti acquistano valore nel rapporto con quelli del collettivo. È una mentalità apprezzata anche da Van Gaal, fino a qualche mese fa consulente esterno del consiglio di amministrazione dell'Ajax.
Frattesi e Belahyane: come cambia il centrocampo della Lazio
Il centrocampo è una delle chiavi della Lazio che ha costruito la migliore partenza in campionato della propria storia. Taylor contribuisce alla sua identità, in un reparto caratterizzato dalla varietà degli interpreti. Frattesi cerca il varco con lo scatto dell'incursore e l'istinto di un centravanti, mantenendo intensità nel gioco. Belahyane assicura corsa, equilibrio e geometria: recuperi e tackle richiamano ai tifosi laziali Matias Almeyda, soprannominato «el tractorito» nella squadra di Eriksson.
A Taylor spetta il compito di raccordare il lavoro dei due compagni. Copre, imposta, salta l'uomo e cerca il passaggio filtrante, muovendosi tra compiti da mediano, regista, mezzala e trequartista. Sulla sinistra ha sviluppato una catena di gioco con Tavares e Zaccagni. La sua versatilità richiama il «Tota a lvoetbal» associato a Rinus Michels: per trovare nella Lazio un olandese altrettanto completo, il riferimento indicato è Winter, anche lui cresciuto nell'Ajax.
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