Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via onefootball
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Domenico D'Olimpio, responsabile scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell'Università La Sapienza, è intervenuto durante la conferenza di presentazione del progetto dello Stadio Flaminio.

La conferenza di Domenico D'Olimpio 

La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio è stata interpretata come una occasione per rigenerare un comparto urbano che attualmente evidenzia segni di degrado, architettonico e ambientale, comparto inserito in un ambito urbano che è caratterizzato dalla presenza di quello che è considerato dalla letteratura scientifica, architettonica e urbanistica, uno dei migliori quartieri residenziali di iniziativa pubblica di Roma realizzato secondo i principi del movimento moderno. In tale scenario, l’operazione di rifunzionalizzazione dello Stadio suggerisce specifiche direzioni e strategie progettuali: Lo Stadio Flaminio non può essere considerato come un manufatto edilizio fine a se stesso ma deve necessariamente essere considerato nell’ottica di una rifunzionalizzazione e rivitalizzazione dell’ambito urbano che gli appartiene Negli obiettivi di fondo c’è stato anche quello, importante, di risolvere e dare una concreta risposta alle condizioni di criticità che oggi caratterizzano l’area del quartiere Flaminio, con particolare riferimento all’ambito del Villaggio Olimpico. Criticità che possono essere sostanzialmente definite in:

 Congestionamento dell’intera zona dovuto al traffico veicolare e alle necessità di parcheggio soprattutto nelle ore immediatamente prima e soprattutto immediatamente dopo gli eventi sportivi che si svolgono allo Stadio Olimpico, a testimonianza che il problema legato al traffico veicolare e ai parcheggi è un problema attuale esistente che non riguarda lo Stadio Flaminio, la cui realizzazione, nei termini indicati e proposti, va anzi a risolverlo. La situazione attuale, infatti, nelle giornate degli eventi sportivi che si svolgono nello Stadio Olimpico, è caratterizzata, relativamente alla problematica dei parcheggi, da una situazione caotica e poco controllata, come evidenziato da specifiche
analisi del traffico.

 Presenza di ambiti e zone urbane degradate e non controllate dal punto di vista progettuale, associate spesso a condizioni di degrado anche sociale.

 Condizioni precarie della vegetazione diffuse nell’intero quartiere, con degrado delle specie arboree e con la presenza di specie vegetali infestanti nonché radicatesi spontaneamente grazie all’incuria e alla mancanza di manutenzione.

 Qualità dell’aria e del microclima spesso problematica, come dimostrato dai dati forniti dalla vicina stazione di monitoraggio ambientale di Corso di Francia.

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