Photo by Timothy Rogers/Getty Images via Onefootball
Photo by Timothy Rogers/Getty Images via Onefootball

Il mister Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa per commentare il match tra Lazio e Parma, terminato con il trionfo del club biancoceleste.

La conferenza stampa di Gattuso

Avremo tempo e modo di goderci i primati quando i giocatori andranno in pensione, quando io diventerò nonno e smetterò di allenare. Bisogna continuare, io sono orgoglioso di allenare questa squadra per la grande mentalità. Oggi era una partita trappola, bastava poco per cancellare quanto fatto una settimana fa. La storia della Lazio dice che dopo vittorie importanti sono sempre arrivate legnate nei denti e la paura era questa. Sapevamo che potevano metterci in difficoltà per il modo di giocare, nel primo quarto d’ora con Provstgaard e Sutalo eravamo addormentati e abbiamo fatto un po’ di fatica. Poi abbiamo lavorato bene di catena soprattutto a sinistra ma eravamo un po’ lenti. Il campo non ci ha aiutato perché era in condizioni pietose. Poi abbiamo alzato i giri, abbiamo fatto possesso palla ed è venuta fuori la nostra qualità. Siamo stati molto bravi sulle preventive, bisogna continuare. Con la classifica abbiamo poco a che fare, abbiamo la fortuna di poter lavorare una settimana intera. Si va forte e si riposa, provando a giocare con la nostra identità. Siamo contenti dei miglioramenti mentali nelle ultime due gare, continuiamo così.

Arrabbiato per i tempi dei cambi? Abbiamo bisogno di questi atteggiamenti, di gasasarci su una palla conquistata, nel non prendere gol. È una componente importante, Frattesi pensava di aver fatto una gara normale a Torino ma per me ha fatto una grandissima gara. Andava a mille all’ora. Si può sbagliare, non ho mai visto nessuno non fare errori. Dobbiamo caricarci, avere mentalità. È la nostra forza. Sui cambi mi sono arrabbiato con Roberto Perrone, mio componente dello staff, deve essere più rapido a far vedere le indicazioni delle palle inattive. Ho sbroccato a lui.

Se Belahyane è un piccolo Ringhio? No, Belahyane è Belahyane. Un giocatore che si è fatto trovare pronto al momento giusto e che sta raccogliendo quanto seminato da lui. Si sa muovere a livello tattico, ha grandissima intelligenza. Può fare ancora meglio e guardare in avanti quando conquistiamo palla, non fare il passaggio semplice. Ma quella è la sua umiltà. Mi assomiglia un po’ per come intercetta anche se ero meno bello, lui è più elegante.

Mi è venuta così, ne avevamo bisogno. Grazie a chi è venuto, mi hanno ascoltato e ho sentito un po’ di adrenalina. Hanno alzato il termometro, mi è venuta così perché me lo sentivo, era giusto far sentire a loro le mie emozioni del momento.

Conferenza Gilardino: "Lazio? Sta facendo un campionato importante. Gattuso..."
Conferenza Floriani: "Questa Lazio nasce dalla mentalità e dalla fame. La nostra coesione..."