Il rilancio di Alessio Romagnoli: un leader ritrovato
A gennaio era ceduto in Arabia. Poi l’affare è saltato e Sarri lo ha rimesso al centro. L’addio a fine anno non più scontato

Come riportato da Il Messaggero, non aveva solamente chiuso la valigia, ma aveva un piede sull’aereo Alessio Romagnoli. L’Al-Sadd di Roberto Mancini, nell’ultimo giorno di utile di mercato, credeva di aver portato a casa l’operazione. C’era addirittura stato l’addio, a Lecce: un saluto vero e proprio nel giorno dell’ultima trasferta aperta ai tifosi della Lazio e un post del club che non lasciava spazio all’interpretazione. Poi sappiamo tutti cos’è successo: sul gong l’affare è saltato e Alessio è rimasto alla corte di Maurizio Sarri. Una gioia per il Comandante, che ha dovuto farne a meno proprio nelle gare successive a quei fatti ma poi, quando lo ha avuto nuovamente a disposizione, non l’ha tolto più dal campo. Dall’addio al gol (il primo non solo suo, ma di tutti i centrali difensivi) in semifinale di Coppa Italia, quello che sembrava avesse deciso la partita di Bergamo contro l’Atalanta perché arrivato a pochi minuti dal 90’. Ma è successo troppo spesso quest’anno che la truppa biancoceleste non sia stata in grado di gestire il vantaggio e venisse ripresa nello spazio di pochi secondi. Poco importa, visto che poi è salito in cattedra Motta e ha mandato tutti all’ultimo atto contro l’Inter. La goduria è stata doppia, forse tripla.
Il professore
Quella di Alessio è una stagione dalla doppia veste. Non solo a guidare un pacchetto arretrato che per una grossa fetta ha concesso pochissimo (poi alcuni meccanismi, anche per via delle voci di mercato, sono saltati), ma anche a far crescere al suo fianco Provstgaard. Il futuro della Lazio è sicuramente il difensore danese che sta alzando il livello delle prestazioni partita dopo partita guidato dal professore Romagnoli che quando gioca con questo compagno. di reparto si sposta sul centro-destra: ha le qualità e l’intelligenza, soprattutto, per poter giostrare dal lato in cui il piede mancino non è il massimo per impostare e chiudere. Ma ne ha viste così tante in carriera che poche cose lo mandano in difficoltà. Nonostante le 31 primavere il centrale ha collezionato 32 presenze ma soprattutto, sotto l’aspetto del minutaggio, è il secondo della rosa di Sarri: 2.728 i giri di lancette messi in cascina, 56 in meno di Marusic, il più utilizzato dal Comandante. Un altro segnale della fiducia incondizionata che il tecnico biancoceleste ha nei confronti del suo uomo, forse non il più forte dentro la squadra, ma sicuramente quello che dà garanzie infinite. E ieri mattina era anche solo al training center nel secondo giorno di riposo concesso alla squadra.
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